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Nel corso dell’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale, Sabino Morano ha posto al centro del proprio intervento una delle questioni più decisive del nostro tempo: il rapporto tra innovazione tecnologica, lavoro e sovranità nazionale.
Morano ha evidenziato come l’avanzata dell’intelligenza artificiale, della robotica e delle nuove tecnologie stia trasformando profondamente il sistema economico e produttivo, riducendo progressivamente il fabbisogno di manodopera in numerosi settori e imponendo una riflessione seria sul futuro del lavoro e della coesione sociale.
Secondo Morano, accanto a questa trasformazione sta emergendo un nuovo paradigma economico, nel quale ogni cittadino contribuisce quotidianamente alla creazione di valore attraverso le proprie attività digitali: dalle ricerche online ai consumi, dalle interazioni sui social network alla produzione e condivisione di informazioni e conoscenza.
«Milioni di cittadini generano ogni giorno una ricchezza enorme nello spazio digitale», ha sottolineato Morano, «ma il valore prodotto viene raccolto e monetizzato da pochi grandi operatori globali, senza che vi sia un adeguato ritorno per le comunità nazionali che lo generano».
Da qui la necessità, secondo l’esponente di Futuro Nazionale, di ridefinire il concetto stesso di sovranità nel XXI secolo. Una sovranità che non può più limitarsi alla dimensione territoriale tradizionale, ma deve estendersi anche al controllo dei dati, delle piattaforme tecnologiche e dei nuovi processi di creazione del valore.
Nel suo intervento, Morano ha richiamato la necessità di uno Stato forte e consapevole, capace di governare le trasformazioni digitali senza ostacolare l’innovazione, ma orientandola verso l’interesse collettivo. «Regolamentare senza soffocare, innovare senza subire, proteggere senza arretrare» è stata la linea indicata per affrontare le sfide poste dalla rivoluzione tecnologica.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della redistribuzione del valore generato nell’economia digitale. Morano ha sostenuto la necessità che una parte dei profitti accumulati dalle grandi piattaforme grazie alla partecipazione dei cittadini possa essere ricondotta a beneficio della collettività nazionale, attraverso strumenti capaci di coniugare sviluppo tecnologico, giustizia sociale e interesse nazionale.
In conclusione, Morano ha definito la costruzione della sovranità digitale come una delle missioni fondamentali della nuova stagione politica proposta da Futuro Nazionale, affinché il futuro non sia determinato esclusivamente dai grandi attori tecnologici globali, ma torni ad essere patrimonio delle nazioni, dei popoli e dei cittadini che contribuiscono ogni giorno a costruirlo.