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Tra le figure più insolite della storia delle monarchie europee ce n’è una che ancora oggi suscita curiosità e stupore: il Groom of the Stool, il cortigiano incaricato di assistere il re d’Inghilterra persino nei suoi bisogni più privati. Un ruolo che, sotto il regno di Enrico VIII, divenne incredibilmente importante e persino ambito.
Nel Cinquecento andare in bagno era tutt’altro che semplice. Non esistevano servizi igienici moderni, né carta igienica o stanze da bagno come le conosciamo oggi. Per questo motivo il sovrano necessitava di un uomo di fiducia che preparasse tutto il necessario per il momento della toilette reale.
Il Groom of the Stool aveva il compito di predisporre la cosiddetta “comoda”, una sedia utilizzata come bagno personale del re, assicurandosi che non mancassero acqua, stoffe, spugne e strumenti per la pulizia. Ma il suo lavoro non finiva lì.
Gli abiti dell’epoca Tudor erano estremamente elaborati: corsetti, lacci, bottoni e pesanti strati di tessuto rendevano difficile persino vestirsi o svestirsi senza assistenza. Per questo il cortigiano aiutava Enrico VIII anche nella vestizione quotidiana, occupandosi della biancheria e supervisionando l’igiene personale del sovrano.
Quella che poteva sembrare una mansione umile si trasformò presto in una delle posizioni più influenti della corte inglese. Il motivo era semplice: nessuno trascorreva tanto tempo in intimità con il re quanto il Groom of the Stool. Durante quei momenti privati il sovrano parlava liberamente, confidava pensieri, ascoltava consigli e prendeva decisioni. Avere accesso diretto al monarca significava quindi ottenere potere, privilegi e prestigio.
Non a caso molti di questi uomini accumularono enormi ricchezze. Tra i più celebri vi fu Sir William Compton, fidato servitore di Enrico VIII, che mantenne l’incarico per circa diciassette anni e morì nel 1528 lasciando una fortuna considerevole.
La storia del Groom of the Stool dimostra come nella società di corte il potere non dipendesse soltanto dai titoli nobiliari o dalle imprese militari, ma anche dalla vicinanza personale al sovrano. Persino un incarico legato ai momenti più intimi del re poteva trasformarsi in una straordinaria occasione di ascesa sociale.
Anche queste stranezze, in fondo, fanno parte del fascino della storia.
