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La giunta regionale della Campania guidata da Roberto Fico cambia le regole interne e introduce una stretta sui conflitti d’interesse durante le sedute di governo. Con il nuovo regolamento approvato nelle ultime ore, presidente, vicepresidente e assessori saranno obbligati a lasciare la sala nel momento in cui si discuteranno o voteranno delibere che riguardano interessi personali o collegati alla propria famiglia, ad attività professionali o a società con cui hanno avuto rapporti.
Una misura che punta a rafforzare trasparenza e imparzialità nell’attività amministrativa della Regione e che rappresenta una delle novità più rilevanti introdotte dal nuovo esecutivo regionale.
Il regolamento stabilisce infatti che i componenti della giunta dovranno allontanarsi obbligatoriamente durante la discussione e la votazione di atti che coinvolgano interessi propri, del coniuge o convivente, di parenti fino al quarto grado e affini fino al terzo grado. L’uscita dall’aula dovrà essere registrata ufficialmente nei verbali della seduta.
Le incompatibilità vengono estese anche a società partecipate dagli assessori o nelle quali abbiano ricoperto incarichi negli ultimi due anni, oltre ad associazioni, fondazioni e situazioni di contenzioso aperto con la Regione Campania o con enti controllati.
Nel mirino anche le attività professionali degli assessori. Il nuovo regolamento prevede infatti l’obbligo di astensione pure nei casi in cui le delibere trattino materie collegate alla professione esercitata o a incarichi professionali ricevuti. Una formulazione più ampia rispetto al passato che punta a prevenire anche possibili conflitti indiretti o situazioni considerate sensibili.
La giunta Fico ha inoltre deciso di rendere stabile la possibilità di partecipare alle sedute attraverso videoconferenza o audioconferenza, modalità già sperimentata durante il periodo della pandemia, con controlli sull’identità dei partecipanti e verbalizzazione della regolarità del collegamento.
Cambiano anche le procedure tecniche che precedono l’approvazione delle delibere. Prima di arrivare in giunta, gli atti — salvo urgenze — dovranno passare attraverso una riunione preparatoria coordinata dal Capo di Gabinetto o da un delegato, con la presenza del segretario di giunta, dell’ufficio legislativo e dei direttori generali competenti.
Durante questa fase saranno verificati profili di legittimità, correttezza tecnica e coerenza amministrativa. In presenza di criticità, gli atti potranno essere rinviati agli uffici per integrazioni o modifiche prima dell’approvazione definitiva.
Il nuovo regolamento rappresenta uno dei primi segnali politici della giunta Fico e punta a rafforzare le norme sulla trasparenza amministrativa, introducendo procedure più rigide e controlli interni più dettagliati rispetto al passato.