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MUGNANO DEL CARDINALE – “Mentre l’Italia festeggia la libertà, nel nostro Comune si celebra il funerale del sociale”. È una denuncia dura quella contenuta nel comunicato firmato da Carmine Bianco, presidente dell’Aps Centro Sociale Intercomunale “L’Unione”, che punta il dito contro la gestione dell’ex poliambulatorio di via Vittorio Emanuele.
Al centro della polemica c’è la struttura pubblica, realizzata con circa 500mila euro di fondi PSR, che secondo il comunicato sarebbe stata abbandonata per anni all’incuria e al vandalismo.
Secondo Bianco, la recente decisione dell’Amministrazione di procedere con un bando rappresenterebbe una svolta discutibile:
“Una gara confezionata per escludere il Terzo Settore”, si legge nel documento, con l’accusa di aver impedito alle associazioni di partecipare e di ignorare proposte di riqualificazione a costo zero.
Nel comunicato si parla apertamente di “vandalismo sociale” e “disumanità istituzionale”, denunciando le ricadute sulle fasce più deboli della popolazione:
- anziani lasciati soli
- disabili privati di spazi di inclusione
- giovani senza punti di riferimento
Una scelta che, secondo il presidente dell’associazione, contrasterebbe con gli indirizzi del nuovo Piano Urbanistico Comunale, che prevede il rafforzamento dei servizi pubblici e dell’integrazione sociale.
Bianco e l’associazione chiedono chiarimenti ufficiali sulle motivazioni della decisione, definita “discriminatoria”, sottolineando come il sociale non possa essere trasformato in un lusso o affidato esclusivamente a logiche di mercato.
“La libertà è partecipazione, non esclusione”, si legge nel documento, che invita a non “svendere un bene comune calpestando la dignità dei più fragili”.
Nel passaggio finale, il comunicato richiama anche il tema della gestione dei fondi pubblici:
“I soldi pubblici non sono soltanto risorse economiche, ma strumenti giuridicamente vincolati. Quando la loro destinazione viene messa in discussione, il tema diventa una questione di legalità”.

