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Ri-Generare. È attorno a questo concetto che si sviluppa la seconda edizione di “Vino al Borgo”, presentata al Vinitaly presso lo stand di We Irpinia e in programma ad Avellino dal 3 al 5 luglio 2026. Un evento che si conferma come espressione concreta di un processo più ampio: la trasformazione urbana e sociale di Borgo Ferrovia.
Promosso dall’Associazione Per Borgo Ferrovia, nata nel 2024, il progetto prende forma con un obiettivo preciso: restituire funzione, identità e centralità a un quartiere oggi percepito come marginale, ma che in passato ha rappresentato uno snodo nevralgico per le attività economiche e sociali di Avellino. Un percorso che ha trovato nella prima edizione della manifestazione un momento di sintesi pubblica, capace di attirare migliaia di persone e ribaltare la tradizionale dicotomia tra centro e periferia.
Per tre giorni, lo scorso anno, Borgo Ferrovia è diventato uno spazio attraversato, vissuto, riconosciuto. Il quartiere è tornato a essere scenario di relazioni, musica e convivialità, restituendogli una nuova funzione urbana.
Ma “Vino al Borgo” è solo la punta visibile di un lavoro più profondo. L’Associazione presieduta da Walter Giordano ha infatti avviato un processo strutturato di rigenerazione che passa attraverso il recupero concreto degli spazi e la loro restituzione alla comunità. Dalla riqualificazione di aree dismesse alla trasformazione della Chiesa di Santa Chiara in teatro, fino alla riattivazione degli impianti sportivi e della palestra: interventi che hanno rimesso in circolo luoghi e relazioni, riportandoli alla quotidianità di famiglie e giovani.
«Non si tratta solo di riqualificare, ma di far tornare a vivere questi spazi», ha spiegato Giordano. «Vino al Borgo nasce dal basso, dalla volontà condivisa di una comunità fatta di generazioni diverse che qui sono nate e cresciute e che oggi scelgono di impegnarsi per far rivivere il proprio quartiere. È il momento in cui un lavoro quotidiano si apre alla città, attraverso pratiche culturali e partecipative che valorizzano le eccellenze enogastronomiche dell’Irpinia».
Al centro del progetto c’è dunque il concetto di “Ri-Generare”, interpretato non come semplice recupero, ma come processo dinamico. Una visione condivisa anche dalla giornalista Rosa Iandiorio, curatrice della kermesse: «Il prefisso “Ri-” richiama l’idea del ritorno, del recupero, della restituzione: è il gesto del riportare alla luce ciò che era stato dimenticato o marginalizzato. Dall’altro, il verbo “generare” apre a una dimensione attiva e prospettica: non solo recuperare, ma produrre nuovo valore, attivare processi, costruire futuro. Processi che non potrebbero esistere senza una comunità viva. “Vino al Borgo” è la dimostrazione concreta di come un luogo si trasformi quando sono le persone ad abitarlo, a costruirlo, a renderlo significativo. Qui il vino e il cibo diventano strumenti di relazione, linguaggi condivisi attraverso cui una comunità si riconosce, si racconta e si rimette in gioco. È proprio questa partecipazione diffusa, spontanea e intergenerazionale a rendere autentico il progetto: non un evento calato dall’alto, ma un’esperienza costruita insieme, capace di restituire identità e generare nuove prospettive per il territorio».
La seconda edizione di Vino al Borgo si inserisce in un percorso ormai consolidato, rafforzando il legame tra enogastronomia, cultura e partecipazione. Il programma – in via di definizione – prevede stand enogastronomici, musica dal vivo, masterclass, momenti di degustazione, talk e intrattenimento diffuso, con l’obiettivo di ampliare il coinvolgimento della comunità e delle realtà produttive locali.
Più che un evento, un processo in divenire: nel segno del “Ri-generare”, Avellino riscopre i propri margini e li trasforma in nuovi fulcri di vita urbana.