BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture locali

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture locali

di Gianni Amodeo

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiUniformità dei livelli produttivi, uniformità dei prezzi da far valere e imporre sui mercati, uniformità di indirizzi generali e gestionali. Il tutto con il supporto di ogni possibile manipolazione dettata dalla chimica e delle alterazioni che la genetica sempre più “innovativa” sviluppa, estranee e lontane dalla naturalità. Sono manipolazioni e alterazioni d’interazione strutturata, su cui si esercita e dispiega- per la “naturalizzazione” da far percepire quale integrale “originalità” esente da mistificazioni- il comun denominatore della capillarità dei messaggi pubblicitari, diversificati e penetranti con maggiori o minori indici di massificazione indotta, per plasmare e fare assumere omologanti e omologati costumi e stili di vita, veicolati dai consumi, in aderenza al classico anello della reversibilità, per il quale la produzione innesca i consumi e viceversa.

 BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiSono- questi- gli assi portanti con cui si configura il nuovo ordine planetario dell’alimentazione e della nutrizione. E’ l’ordine, i cui tratti e profili sono stati raccontati e focalizzati con efficace “verve” espressiva e convincenti argomentazioni da Gianfranco Nappi, già parlamentare per tre legislature e assessore regionale all’agricoltura della Campania dal 2009 al 2010, nella conversazione-relazione sviluppata nei locali de “L’Incontro”, per gli appuntamenti dell’agenda della conoscenza del sodalizio socio-culturale di via Luigi Napolitano. E’ l’ordine planetario, che si “legge” e rispecchia nella “Mappa delle rotte del nostro cibo” con pianificatori, produttori e distributori, che programmano e dispongono direttamente -nella misura oscillante dal 50 % al 70 % – delle risorse di cibo che rientrano nel consumo generale dell’umanità dell’attuale scorcio di Terzo Millennio.

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiE’ la “Mappa” sotto il controllo di una decina di multinazionali, alle quali si rapportano oltre 500 marchi, nei cui cataloghi figura l’intera gamma delle tipologie di alimenti in mostra sugli scaffali degli “spazi” della piccola come della media e grande distribuzione sotto tutte le latitudini. E’ un sistema -spiegava Nappi– che genera un fatturato annuo stimato pari a 460 miliardi di dollari e a 700 miliardi di dollari in termini di capitalizzazione finanziaria; un sistema certamente funzionale ed efficiente, “governato” dalle multinazionali, che, però, operano secondo la logica del profitto e del denaro che genera denaro, come che sia, e che, tanto per esemplificare, non si fa alcun scrupolo di disboscare intere foreste in Indonesia, com’è già avvenuto per quelle dell’ Amazzonia, per poter disporre di suoli da dedicare alle monocolture più redditizie del “momento”. E’ il sistema, che non solo realizza la produzione programmata per l’oggi, ma è anche impegnato già sulla programmazione produttiva di domani, orientando i consumi da promuovere con la congruità dei veicoli persuasivi della pubblicità mediatica, con investimenti economici di elevata portata.

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiE’ la pianificazione, quella in cui “corrono” le rotte del cibo a conduzione “unica” ed “uniformata”, che svilisce e annulla le identità dei territori, le loro vocazioni e i paradigmi delle loro peculiarità nelle produzioni agro-alimentari, da un capo all’altro del Pianeta-Terra; un modello, che non fa produrre cibo sano e buono per una normale alimentazione, bensì cibo-spazzatura. Ed è un modello che non può reggere a lungo, specie se si prosegue nel consumo dei suoli agricoli per destinarli non solo alle estese e “selvagge” urbanizzazioni, ma anche alle monocolture intensive funzionali alla conduzione “unica” ed “uniformata” delle multinazionali, mentre è sempre più avvertita e stringente l’esigenza di valorizzare i sistemi locali di produzione, promuovendone e tutelandone la biodiversità, con cui s’identificano i territori nei profili paesaggistici e ambientali, secondo la naturalità.

LA DIETA MEDITERRANEA . I GRUPPI D’ACQUISTO SOLIDALE PER FAR CRESCERE I PICCOLI PRODUTTORI. IL LATTE NOBILE, COME LA QUALITA’ TUTELA L’APPENNINO CAMPANO E MOLISANO      

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiIn questo contesto – puntualizzava Nappi – si innesta con forti valenze simboliche la dieta mediterranea, in cui si rispecchiano le culture e le colture agro-alimentari e enogastronomiche, che fanno leva sul vasto patrimonio della biodiversità delle regioni del Sud; patrimonio da tutelare e da far sviluppare nelle sue specificità e tipicità, dall’agricoltura alla pastorizia, per finire alla silvicoltura, costituendo la garanzia del cibo sano e buono per stili di vita e modelli di consumo normali.

Su questa traccia, che prospetta importanti opportunità di ricaduta lavorativa ed occupazionale sul piano delle filiere derivanti dalla biodiversità posta in valore, ha un ruolo determinante la capacità di scelta dei consumatori. E’ la capacità di scelta, che favorisce la crescita e lo sviluppo delle attività dei piccoli produttori, assicurando loro la giusta e congrua remunerazione, avendo la consapevolezza che le produzioni realmente ancorate alla biodiversità certificate e garantite comportano lavoro, cure ed investimenti di notevole portata. E sul punto si devono creare le condizioni, per le quali i piccoli produttori realizzino al meglio le loro attività sui territori, intercettando la domanda dei consumatori, che possono costituirsi in gruppo d’acquisto solidale, realizzando con tale modalità organizzativa adeguati risparmi, assicurando nello stesso tempo assicurano ai produttori la continuità nei cicli di filiera che realizzano. E’ un cambio di direzione sostanziale verso i correnti e diffusi schemi di comportamento dei consumatori e delle loro scelte d’acquisto.

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiUn percorso, che merita di essere intrapreso con chiarezza di idee nel saldare consumi e produzione per valorizzare i territori e le loro tipicità – affermava Gianfranco Nappi – ed in questa prospettiva si soffermava sull’importante esperienza in atto per la produzione del “Latte Nobile”, l’iniziativa che coinvolge ed impegna i piccoli allevatori dell’Appennino campano e molisano, oltre che delle aree collinari connesse. E’ un modello di produzione naturale, che ha recuperato la tradizione millenaria e che Nappi presenta nella monografia intitolata appunto “Latte Nobile. Storie di terra di coraggio di futuro” – con prefazione del vescovo di Nola, Beniamino Depalma– edita dalla Libreria Dante &Descartes di Napoli.

 BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiE’ un modello, quello del Latte Nobile prodotto da mucche regolarmente al pascolo, che consumano e ruminano regolarmente erbe fresche, seguendo regolari ritmi e cicli naturali, senza mangimi artefatti ed altre similari forzature, assicurando ciascuna nelle quotidiane mungiture poco meno di dieci litri di sano e buon latte, anziché  i trenta litri di latte “industrializzato”. E’ il Latte Nobile che contiene tutti i fattori nutritivi della naturalità, anche se il prezzo di vendita è relativamente più elevato, facendo da ingrediente primario della filiera casearia ad eccellenza garantita. Ma lo vale in pieno. E’ una sperimentazione avviata da alcuni anni, grazie anche all’impegno di Nappi, con riscontri interessanti e gradimento dei consumatori, senza dire che gli allevatori delle aree appenniniche e collinari, sono anche i migliori tutori e sentinelle delle stesse aree. E sulla scia del “Latte Nobile” si colloca il “Nuovo Cilento” l’associazione cooperativistica dei piccoli produttori dell’olio “Terre del Casale”, che si realizza nel rispetto del rigoroso disciplinarebio.

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiIl dato importante –scrive Nappi nella post fazione alla monografia- è che un’alternativa al produttivismo applicato all’agroalimentare, a questo “fordismo” alimentare che ha piegato tutto alla logica delle quantità prodotte, è possibile e praticabile. L’esperienza del Latte Nobile  sta dentro questa corrente che cresce e s’inserisce in un percorso di innovazione di processo e di prodotto che, traguardando pienamente il post fordismo e potremmo dire supera l’anonimato e la serialità di prodotti tutti uguali a se stessi, senza gusto o con gusto aggiunto e riafferma la personalità”. Sono gli itinerari, per i quali è di primaria importanza lo sviluppo di una cultura sociale che sia responsabilmente attenta alle interazioni tra uomo e ambiente, società, specie viventi e territorio; interazioni da rendere armoniose. Una linea di orizzonte, a cui guarda Città della Scienza presidio di conoscenza e di divulgazione.

LE ESPERIENZE DI CAMPO PROFESSIONALE

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiSe Nappi polarizzava le sue riflessioni di ordine sociale ed economico, in rapporto con i valori della naturalità delle produzioni agro-alimentari, ancorate alla biodiversità, per delineare la configurazione della polis e della convivenza in cui i rapporti tra uomini e natura, società e territorio, popoli e ambiente siano di diffusa armonia, di “taglio” specialistico e specializzato erano le analisi della dottoressa Giuseppina Orefice, giovane biologa nutrizionista; analisi dettate dalle esperienze dirette di profilo professionale nel rapporto con il mondo della scuola, oltre che in ambito privatistico. Un percorso, nel quale era evidenziato a tratti forti l’importanza della dieta mediterranea, ma soprattutto il legame stretto che corre tra il benessere fisico, mentale e psicologico con l’alimentazione sana e corretta; alimentazione, i cui standard sono dati dalla varietà, ch’è intrinseca alla biodiversità naturale, e dalla sobrietà nei consumi. Come dire, un po’ di tutto, ma che sia sano e garantito nella qualità.

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiAltro elemento di rilievo, con cui Giuseppina Orefice interloquiva con l’uditorio, era correlato al grave fenomeno dell’obesità che affligge le fasce d’età dei bambini e della pre- adolescenza, soprattutto in Campania, con indici, che in media statistica, equivalgono a quelli degli Stati Uniti d’America, in cui si raggiunge il “primato” mondiale dell’obesità, patologia, che, a sua volta, incrocia il diabete, generando la piaga della diabesità.

BAIANO. Il buono e il sano della dieta mediterranea e della naturalità delle colture localiE’ l’effetto della carenza di educazione alimentare, il cui fulcro non può che essere la famiglia-sottolineava la dott.ssa Orefice, anche se la Scuola intesa come Istituzione è attivamente impegnata su questo versante con i servizi di mensa, che privilegino la biodiversità e con iniziative che promuovano la cultura ecologica e lo sport, veicoli che creano gli anti-corpi all’obesità. Ma se il rapporto famiglie-Scuola è precario, la problematica non trova sbocchi risolutivi.