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È il 20 settembre 2025 e dall’Osservatorio di Montevergine lo sguardo abbraccia ancora una volta l’intera Irpinia. Una luce limpida, tipica di fine estate, avvolge i pendii del Partenio e le valli sottostanti, regalando un quadro naturale di straordinaria bellezza.
Il cielo, quasi del tutto sereno, lascia intravedere soltanto lievi velature che nel pomeriggio si adagiano leggere sulle cime più alte. L’aria è tersa e fresca, complice l’altitudine, e restituisce quella sensazione di quiete che ha reso Montevergine un punto di riferimento non solo religioso, ma anche naturalistico e paesaggistico.
Dall’osservatorio, lo sguardo spazia fino alla pianura campana, con i profili lontani che si dissolvono nell’azzurro. Più vicino, invece, emergono i borghi irpini, incastonati tra colline e vigneti che in questi giorni iniziano a cambiare colore, preludio all’autunno.
La giornata di oggi, caratterizzata da condizioni meteo stabili, mette in risalto la forza e la delicatezza della natura irpina: montagne silenziose, boschi che respirano e vallate che si aprono come un mosaico verde. È un invito alla contemplazione, ma anche alla riscoperta di un patrimonio naturale che fa parte dell’identità profonda della provincia di Avellino.
Montevergine, con il suo panorama, ricorda a chi sale fin quassù quanto l’Irpinia sia un territorio capace di raccontarsi non solo attraverso la storia e la fede, ma anche attraverso i colori e i silenzi della sua natura.
