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La qualità di un territorio e la qualità di un servizio scolastico si misurano in base alle concrete azioni, che si vogliono promuovere per la fascia “debole” delle persone disabili. Tante Amministrazioni divulgano notizie ed informazioni in merito a “presunte” sensibilità nei riguardi della disabilità, creando organismi di consultazione come il Forum Consulta Delle persone disabili. Ma quando quest’ultimo viene svilito della sua funzione di promozione, tutto rimane simile ad un “castello di facciata”. Sarebbe il caso per gli amministratori programmare e promuovere servizi (ad esempio) per disabili giovani e adulti, che non rientrando nella fascia dell’età scolare, non vengono adeguatamente supportati. Così come una “certa distrazione” viene portata verso la pluriminorazione, che non sempre trova adeguata conoscenza negli operatori sociali e scolastici.
Nella scuola bisogna definitivamente rifuggire dalla relazione unilaterale e chiusa di uno a uno fra il docente di sostegno e l’alunno H, che spesso produce un reale scollamento con i processi concreti di inclusione ed integrazione. Un ulteriore problema riguarda una seria politica di revisione delle barriere architettoniche, ancora oggi abbondantemente presenti nei nostri territori. Una vera emancipazione, dunque, si potrà raggiungere dopo la creazione di una rete sinergica di interventi, che partendo dai Comuni e dalle scuole coinvolga pienamente le famiglie e tutti gli enti del terzo settore.
Vincenzo Serpico