Gran finale per Il Mese del Documentario a Nola con “Sacro GRA”, Leone d’Oro a Venezia

Gran finale per Il Mese del Documentario a Nola con “Sacro GRA”, Leone d’Oro a Venezia

Quinto e ultimo appuntamento per Il Mese del Documentario a Nola. Martedì 26 maggio alle ore 21:00 sarà proiettato, presso il cinema Savoia di Nola, “Sacro GRA”, il celebratissimo film di Gianfranco Rosi. Sacro GRA rappresenta il film che ha proclamato la definitiva affermazione del cinema documentario, portando sotto i riflettori il talento e l’eccellente livello del cinema del reale italiano.

Sacro Gra è l’ultimo dei cinque lavori in concorso a “Il Mese del Documentario”, l’importante manifestazione organizzata e coordinata da Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani, in collaborazione con l’associazione 100autori. Il meglio del cinema documentario italiano con 70 proiezioni in 14 città, in Italia e in Europa: Londra, Berlino, Parigi, Grenoble, Roma, Palermo, Trieste, L’Aquila, Napoli, Milano, Nola, Bari, Noto, Nuoro.

La competizione coinvolgerà non solo la giuria tecnica ma anche gli spettatori di tutte le città, che saranno chiamati a esprimere un voto sulle apposite schede, distribuite al termine di ogni proiezione, e il cui conteggio finale sancirà il Premio del Pubblico.

Gianfranco Rosi ha deciso di raccontare un angolo del suo Paese, girando e perdendosi per più di due anni con un mini-van sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Ha scoperto mondi invisibili e futuri possibili che questo luogo magico cela oltre il muro del suo continuo frastuono. Dallo sfondo emergono plasticamente personaggi eccentrici: un nobile piemontese e sua figlia laureanda, assegnatari di un monolocale in un moderno condominio ai bordi del Raccordo; un botanico armato di sonde sonore e pozioni chimiche che cerca il rimedio per liberare le palme della sua oasi dalle larve divoratrici; un principe dei nostri giorni con un sigaro in bocca che fa ginnastica sul tetto del suo castello, assediato dalle palazzine della periferia informe a un’uscita del Raccordo; un barelliere in servizio sull’autoambulanza del 118 che dà soccorso e conforto girando notte e giorno sull’anello autostradale; un pescatore di anguille che vive su una zattera all’ombra di un cavalcavia sul fiume Tevere. Lontano dai luoghi canonici di Roma e dai suoi profili romantici, il Grande Raccordo Anulare si trasforma in un collettore di storie a margine di un universo in espansione.