AVELLINO: STUDENTI CONTRO LA RIFORMA DEI TECNICI CONTESTANO IL MINISTRO VALDITARA DURANTE LA SUA VISITA DI PROPAGANDA

AVELLINO: STUDENTI CONTRO LA RIFORMA DEI TECNICI CONTESTANO IL MINISTRO VALDITARA DURANTE LA SUA VISITA DI PROPAGANDA

Nel pomeriggio di giovedì 7 maggio, alle 15:30 presso l’Hotel de la Ville, le studentesse e gli studenti avellinesi dell’Unione degli Studenti Avellino (accompagnati da altre realtà studentesche), in adesione allo sciopero proclamato da numerose realtà sindacali come i COBAS Scuola, l’USB Scuola e la FLC CGIL, si preparano ad “accogliere” il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, reo di riforme che costringono giovani studenti, specie se appartenenti a istituti tecnici e professionali, a partecipare in modo sempre più spudorato ai processi produttivi tramite la FSL (già PCTO), la formazione scuola-lavoro, che ha trovato nel soggetto studentesco manodopera per il presente e per il futuro, adattabile alle esigenze di mercato.
“La situazione a scuola è disumanizzante” – afferma Luigi Violante, attivista dell’Unione degli Studenti Avellino e studente di un ITIS – “Veniamo considerati come numeri, ingranaggi all’interno di una macchina che deve costantemente produrre. La competitività tra studenti viene incentivata e non contrastata. La riforma dell’ITS Academy e del 4+2 aggrava ulteriormente la nostra condizione: viene rubato un anno alla nostra forma mentis, alla nostra crescita umana e culturale, per venderci il prima possibile a una qualsiasi grande impresa che, con buona pace del Ministero, sviluppa il nostro percorso educativo in funzione della domanda di mercato, a quali ruoli professionali le servono.”
“È da anni, e non solo per colpa della destra parlamentare” – continua Francesco Esposito, dell’UdS Avellino – “che gli studenti vengono sfruttati in nome dell’esperienza lavorativa. Non ci dimentichiamo di certo di Lorenzo, Giuseppe e Giuliano, morti svolgendo attività di quella che allora era nota come alternanza scuola-lavoro. Siamo stanchi di essere manodopera gratuita: pretendiamo che gli studenti, nei luoghi della loro formazione, non partecipino più direttamente ai processi produttivi; vogliamo quindi che i PCTO siano aboliti, in funzione dell’istruzione integrata, che formi economicamente lo studente in modo che possa compiere scelte finanziarie responsabili e che sia critica, e non solo sottomissiva, dell’attuale mondo del lavoro.”
Così, con questa determinazione, gli studenti denunciano una riforma alienante, pensata su misura delle imprese e non di chi i banchi di scuola li vive ogni giorno.