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Una salvezza che vale molto più dei punti in classifica. L’Angri chiude la stagione centrando l’obiettivo al termine di una rimonta che ha cambiato il volto del campionato, restituendo identità e fiducia a una squadra che ha saputo reagire nel momento più difficile.
Numeri e percorso raccontano una trasformazione netta: nelle ultime 11 partite, solo 3 sconfitte e una lunga serie di risultati utili tra vittorie e pareggi. Un rendimento che ha permesso ai grigiorossi di ribaltare una situazione complicata e costruire, giornata dopo giornata, una salvezza tutt’altro che scontata.
Un cammino fatto di concretezza e spirito di gruppo, ma anche di scelte decisive fuori dal campo. L’arrivo del nuovo proprietario Fabio Baraldi ha garantito stabilità e supporto, elementi fondamentali per affrontare la fase più delicata della stagione. «In tre settimane non ha fatto mancare nulla a questi ragazzi», è il riconoscimento arrivato dalla dirigenza.
A dare voce al significato di questo traguardo è il direttore sportivo Vincenzo Devito, protagonista di mesi intensi:
«Siamo arrivati a una salvezza che molti definiscono un miracolo sportivo. Io preferisco chiamarlo il risultato del lavoro, del sacrificio e della resilienza».
Parole che raccontano un percorso vissuto fino in fondo:
«Ho vissuto mesi intensi, notti insonni e difficoltà che sembravano insormontabili. Abbiamo affrontato tempeste e momenti di grande solitudine sportiva, ma non abbiamo mai smesso di credere nel valore di questo gruppo e nell’importanza di questa piazza».
Un risultato che va oltre il campo e assume un valore umano:
«Portare a casa questo traguardo è per me motivo di immenso orgoglio professionale e umano».
Il direttore sportivo ha poi voluto sottolineare il contributo di tutte le componenti del club:
«Ringrazio la società, lo staff tecnico e ogni singolo calciatore per non aver mai mollato un centimetro».
E infine il pensiero più sentito, rivolto a chi ha accompagnato la squadra in ogni momento:
«Il ringraziamento più grande va a voi tifosi, il nostro dodicesimo uomo. Ci avete spinto anche quando il buio sembrava totale. Orgoglioso di aver lottato con voi».
Alla fine resta l’essenza dello sport: cadere, reagire e rialzarsi.
L’Angri lo ha fatto, costruendo una salvezza che racconta di lavoro, identità e appartenenza.
Forza Cavallino sempre.