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SARNO – Una ferita mai rimarginata, ma custodita con rispetto e memoria. Il Comune di Sarno si prepara a celebrare, il prossimo 5 maggio, la Giornata del Ricordo dedicata alle vittime della tragica alluvione del 1998, uno degli eventi più drammatici della storia recente italiana.
A ventotto anni da quella notte che sconvolse la città, l’amministrazione comunale rinnova il proprio impegno nel mantenere viva la memoria collettiva, nel segno del rispetto verso le 160 vittime – 137 delle quali solo a Sarno – e della vicinanza alle loro famiglie.
Il programma della commemorazione
La giornata si articolerà in più momenti istituzionali e religiosi:
* Ore 17:00 – Conferimento della cittadinanza onoraria al maestro Nino D’Angelo, presso l’Aula Consiliare di Palazzo San Francesco
* Ore 19:00 – Celebrazione eucaristica nel Duomo di Episcopio, dedicata a San Michele Arcangelo
* A seguire, corteo commemorativo da Piazza Duomo fino al monumento alle vittime, con la deposizione della corona d’alloro
Un percorso simbolico che unisce istituzioni, cittadini e memoria, in un momento di raccoglimento condiviso.
Il 5 maggio 1998: una tragedia senza precedenti
Quel giorno, una pioggia incessante colpì duramente l’area tra il salernitano e il napoletano. Nel giro di poche ore si registrarono oltre 140 frane, con più di 2 milioni di metri cubi di fango e detriti che si riversarono su diversi comuni, tra cui Sarno, Quindici, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello.
A Sarno, tuttavia, l’allarme non scattò in tempo. Intorno alle 18:00, una violenta colata di fango travolse abitazioni, strade e persone. La situazione precipitò definitivamente in serata: alle 23:45, una seconda frana devastò ulteriormente il territorio, avanzando a una velocità stimata tra i 50 e i 60 chilometri orari.
Il bilancio fu drammatico: centinaia di feriti, migliaia di sfollati e una comunità profondamente segnata. Per numero di vittime, quello di Sarno resta il più grave disastro idrogeologico in Italia negli ultimi cinquant’anni, dopo il Vajont e Stava.
I soccorsi e la svolta nella prevenzione
I soccorsi mobilitarono uomini e mezzi da tutta Italia. Le operazioni proseguirono senza sosta fino all’8 maggio, quando fu salvato l’ultimo sopravvissuto, un ragazzo rimasto per giorni sotto il fango.
L’emergenza portò a una profonda revisione delle politiche di prevenzione del rischio idrogeologico. Con il cosiddetto “Decreto Sarno” (Legge n. 267 del 1998), vennero potenziati i sistemi di monitoraggio e introdotte nuove misure per la mappatura delle aree a rischio.
Da allora, la rete di controllo idro-meteo in Campania e in tutta Italia è stata significativamente rafforzata, segnando un cambio di passo nella gestione delle emergenze.
Una memoria che diventa impegno
La Giornata del Ricordo non è solo commemorazione, ma anche responsabilità. Ricordare significa non dimenticare quanto accaduto, ma soprattutto trasformare il dolore in consapevolezza.
Sarno, ogni anno, si ferma per ricordare. E nel silenzio di quella memoria collettiva, rinnova un impegno: quello di proteggere il territorio e le persone, perché tragedie come quella del 1998 non si ripetano mai più.