Sciopero EAV, lavoratori in protesta: “Servono rispetto, sicurezza e condizioni dignitose”

Sciopero EAV, lavoratori in protesta: “Servono rispetto, sicurezza e condizioni dignitose”

Giornata di mobilitazione per i dipendenti dell’Ente Autonomo Volturno (EAV), che ieri hanno incrociato le braccia dando vita a uno sciopero partecipato e carico di tensione. Una protesta che, secondo i lavoratori, nasce da un diffuso malcontento legato non tanto a rivendicazioni economiche, quanto alla richiesta di rispetto degli accordi e di migliori condizioni di lavoro.

Nonostante – denunciano i sindacati – i tentativi della dirigenza di limitare l’adesione allo sciopero, la partecipazione ha confermato il disagio interno all’azienda, in particolare in relazione alla gestione del servizio e all’organizzazione del lavoro.

Tra i punti centrali della protesta, il cosiddetto “caso welfare”: i fondi destinati ai lavoratori sarebbero rimasti bloccati per oltre 100 giorni su una piattaforma, per poi essere resi nuovamente disponibili proprio in concomitanza con la giornata di sciopero. Una tempistica che i dipendenti giudicano quantomeno singolare.

Al centro delle rivendicazioni anche il rispetto degli accordi sindacali, in particolare per quanto riguarda la gestione delle ferie del personale nei depositi di Ischia e Procida e il riconoscimento dei ritardi ferroviari come tempo effettivo di lavoro.

I lavoratori denunciano inoltre una progressiva riduzione dei servizi all’utenza, evidenziando la carenza di personale negli infopoint e la chiusura delle biglietterie, presidi ritenuti fondamentali per garantire assistenza diretta a cittadini e turisti.

Non meno rilevanti le criticità legate alla sicurezza e all’organizzazione interna: viene richiesta maggiore chiarezza nelle procedure operative, così da ridurre margini di errore e garantire condizioni di lavoro più sicure. A ciò si aggiungono le segnalazioni sullo stato del parco mezzi, con autobus spesso non adeguatamente manutenuti e autisti costretti – secondo quanto riferito – a operare in condizioni non ottimali.

Infine, i dipendenti lamentano la mancanza di adeguate tutele per il personale esposto a rischi durante il servizio, come furti, rapine o la gestione di denaro contante.

La protesta si configura dunque come un segnale forte indirizzato non solo alla dirigenza aziendale, definita “autoreferenziale”, ma anche alla politica regionale, chiamata ora a intervenire per affrontare le criticità del trasporto pubblico locale.

Un messaggio chiaro quello lanciato dai lavoratori: migliorare le condizioni di lavoro significa anche migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini.

Sciopero EAV, lavoratori in protesta: “Servono rispetto, sicurezza e condizioni dignitose”