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Alla fine una data c’è. E quando una data arriva dopo vent’anni, non è più solo un annuncio, è qualcosa che pesa.
Il 16 aprile 2026 aprirà il Centro Autistico di Avellino. A comunicarlo è il Dottor Salvatore Alaia, due volte Sindaco di Sperone, che ha voluto rivolgersi direttamente alla cittadinanza del Baianese Vallo Lauro e a tutte le realtà irpine. E stavolta il tono non è quello delle promesse, ma di chi dice: adesso si fa.
Perché qui il punto è semplice. Per anni si è parlato. Intanto però le famiglie vivevano altro. Vivevano lo spettro autistico ogni giorno, senza pause, senza scorciatoie. E lo facevano spesso da sole, con dignità, cercando di sostenere i propri familiari in un percorso difficile, fatto di ostacoli concreti e di risposte che, troppo spesso, non arrivavano.
Questo è il nodo. E va detto.
In questo scenario si inserisce il lavoro portato avanti dal Dottor Alaia che, in tutto questo tempo, non ha mollato. Non ha lasciato cadere il tema, non lo ha fatto sparire tra le carte. Ha continuato a insistere, a richiamare l’attenzione, a chiedere che a quel Centro venisse data una dimensione reale, non solo sulla carta.
Oggi quel passaggio sembra compiersi. Anche grazie al Direttore dell’ASL e al Commissario Prefettizio della città di Avellino, la struttura viene finalmente riconosciuta per quello che deve essere, uno strumento concreto per affrontare una patologia che cresce e che sempre più spesso viene definita come la patologia del terzo millennio.
Ma attenzione a non raccontarla come una favola a lieto fine. Perché qui non si festeggia e basta. Qui si arriva in ritardo. E quando si arriva in ritardo su temi come questo, bisogna avere il coraggio di dirlo.
Il professore Alaia lo dice senza giri di parole
“Per anni si è fatto finta di non vedere. Questa è la verità. Le famiglie hanno portato avanti da sole un peso enorme e adesso non possiamo raccontare che è tutto normale. Non lo è. Il Centro arriva ed è fondamentale, ma arriva dopo un’attesa che non doveva essere così lunga. Adesso però non si può più sbagliare, perché qui non si parla di numeri ma di persone.”
Parole che mettono il punto. Senza addolcire, senza nascondere.
Il 16 aprile sarà un giorno importante, certo. Ma non basta aprire una struttura per risolvere tutto. Bisogna farla funzionare, bisogna renderla presente, bisogna evitare che diventi l’ennesima risposta sulla carta.
Perché la differenza, alla fine, è tutta qui. Tra dire e fare.
E questa volta, davvero, non c’è più spazio per sbagliare.