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Roma, 15 giugno – In vista dell’incontro previsto oggi con Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, la Fismic Confsal ribadisce la necessità di trasformare le linee strategiche presentate dal Gruppo in prospettive industriali concrete per tutti i siti italiani.
Dall’Investor Day è emersa una strategia globale ambiziosa, fondata su investimenti, nuove piattaforme, centralità dei marchi e una maggiore flessibilità tecnologica attraverso motorizzazioni elettriche, ibride e termiche di nuova generazione. Un’impostazione che la Fismic Confsal considera positiva, perché coerente con la necessità di affrontare la transizione del settore con pragmatismo industriale e neutralità tecnologica, ma poco focalizzata sui siti italiani.
“All’incontro di oggi ci aspettiamo elementi di maggiore concretezza sulle prospettive industriali italiane — dichiara Sara Rinaudo, Segretario Generale Fismic Confsal — perché ora è il momento di trasformare le strategie globali in missioni produttive chiare, investimenti e volumi per gli stabilimenti del nostro Paese.”
Per la Fismic Confsal sarà fondamentale comprendere in modo più dettagliato le prospettive dei diversi siti produttivi italiani, a partire da quelli che oggi vivono le maggiori difficoltà.
“Ci sono stabilimenti che necessitano rapidamente di risposte industriali precise. Pensiamo a Cassino, dove il forte ricorso agli ammortizzatori sociali continua a rappresentare un elemento di forte preoccupazione, ma anche alla meccanica italiana, che ha bisogno di nuove opportunità produttive per evitare il rischio di sottoutilizzo degli impianti e dispersione di competenze. Per Termoli vengono indicate prospettive legate ai nuovi cambi e alla continuità del FireFly Euro 7, elementi certamente importanti, ma il tema della saturazione produttiva e della piena valorizzazione del sito resta ancora aperto e richiederà ulteriori risposte concrete.”
Secondo la Fismic Confsal, anche Torino dovrà continuare a mantenere un ruolo centrale nelle strategie del Gruppo.
“La ripartenza della 500 ibrida rappresenta certamente un segnale positivo per Mirafiori, così come il rafforzamento del Green Campus sul piano direzionale e tecnologico. Tuttavia Torino ha bisogno anche di una prospettiva produttiva più ampia e strutturale, capace di garantire continuità industriale e occupazionale all’intera filiera automotive del territorio.”
“La transizione del settore automotive si giocherà nei prossimi anni sulla capacità di tenere insieme innovazione, competitività e tutela del lavoro. Per questo l’Italia deve continuare a essere considerata un asset strategico del Gruppo, valorizzando il patrimonio industriale, tecnologico e professionale che il nostro Paese continua a esprimere”, conclude Rinaudo.