Napoli, ristorante abusivo a Marechiaro: cucina nascosta e consegne in barca

Napoli, ristorante abusivo a Marechiaro: cucina nascosta e consegne in barca

 NAPOLI – Il fascino eterno di Marechiaro, con la sua “fenestella” e lo scoglione baciato dal sole, cede il passo a uno scenario surreale e tutt’altro che romantico: sotto la superficie di una delle cartoline più celebri del Mediterraneo, i Carabinieri hanno scoperto un ristorante abusivo che cucinava a terra e serviva a mare, senza licenze, senza norme igieniche, senza nulla se non l’azzardo.

Nel cuore del quartiere Posillipo, un seminterrato anonimo è stato trasformato in cucina irregolare e deposito alimentare, completamente sconosciuto ai registri sanitari. Ma la vera novità, e il vero paradosso, era il servizio di consegna: piatti cucinati alla buona, caricati su una piccola barca e distribuiti direttamente ai clienti ormeggiati nel golfo, a pochi metri dagli scogli, in un tour enogastronomico improvvisato e fuorilegge.

È bastato un controllo mirato per far crollare l’intero castello di carte: 100 chili di cibo sequestrati, attività sospesa, 8.000 euro di multa e un interrogativo che resta a galleggiare tra le onde. Quanto ancora la bellezza di Napoli può essere piegata a scorciatoie illecite? E a quale prezzo?

La scena, surreale quanto emblematica, si inserisce in un mosaico più ampio di illegalità diffusa che prolifera nei mesi estivi, sfruttando i flussi turistici e la difficoltà dei controlli capillari. Il danno, però, non è solo economico: è culturale, identitario, simbolico. Perché quando la legalità affonda, non affonda soltanto un mestiere, affonda un’idea di città.