AVELLA-BAIANO-SIRIGNANO. Alla ricerca dell’antico itinerario collinare Avella-Mercogliano

AVELLA BAIANO SIRIGNANO.  Alla ricerca dell’antico itinerario collinare Avella Mercogliano

di Gianni Amodeo 

 E’ stata un’escursione decisamente soft, quella compiuta dai giovani e dai meno giovani del Gruppo archeologico “Amedeo Maiuri” il 24 luglio scorso alla ri-scoperta di reperti di interesse storico-culturale e dei plurisecolari monumenti verdi che decorano il paesaggio, come per incontrare l’antico e la perennità vitale della natura, tasselli che raccontano i dolci e sobri profili dell’area, e come tali da porre in sicurezza e in valore conservativo, quali fattori identificativi del contesto territoriale. Un’escursione, su cui si è aperto l’obiettivo della dignità di cronaca e calibrata, come si ricorderà, lungo un segmento di appena otto chilometri in terra battuta, che dal Fusaro si promana verso le Tore, dalle quali sono segnati senza soluzione di continuità e in progressione i territori collinari di Avella, Baiano e Sirignano.

AVELLA BAIANO SIRIGNANO.  Alla ricerca dell’antico itinerario collinare Avella MercoglianoE proprio il ben manutenuto e curato segmento di sentiero percorso dalla comitiva degli escursionisti merita qualche annotazione interessante, alla luce dell’ipotesi, per la quale sembra che possa costituire la parte iniziale di quel suggestivo e sicuro itinerario – databile ai secoli del Basso Medio Evo e tracciato dall’ordine dei Templari della Commenda gerosolimitana, insediata nella vicina Cicciano– che, una volta superata la Fontana del Lago, nel tenimento sirignanese, si slancia verso Mugnano del Cardinale. Un’ipotesi di studio da verificare ed integrare nelle prove documentali, in virtù della quale si ritiene che nella Città di Santa Filomena l’itinerario tocchi la collina di Gesù e Maria con l’omonima e linda chiesetta dal solido impianto murario in pietra viva e con la caratteristica ed accogliente largura, lambendo il Centro di accoglienza e preghiera intitolato alla memoria di San Giovanni Paolo II, attivo nel mega-complesso di quello ch’è stato il Ginnasio-Liceo “Manzoni”, per proiettarsi verso la Fontana del Litto e i ruderi dell’omonimo Castello sulla quota di poco inferiore ai 600 metri. E di qui- l’itinerario prefigurato- si proietterebbe in direzione di Capocastello, nell’area del bel borgo castellare di Mercogliano, da cui lo sguardo si protende verso Montevergine, il Monte sacro dedicato alla Madonna bruna.

AVELLA BAIANO SIRIGNANO.  Alla ricerca dell’antico itinerario collinare Avella MercoglianoDato rilievo all’annotazione e in attesa delle verifiche di ricerca sulla fondatezza o meno dell’ipotesi avanzata, c’è, tuttavia, la certezza che fa incontrare già lungo il primo tratto dell’itinerario non solo la tomba romana del primo secolo dopo Cristo, molto affine a quelle che a valle formano l’interessante Parco archeologico di via De Sanctis, ad Avella, ma anche il maestoso impianto di edilizia rurale – a due piani e a quota oltre i 500 metri-realizzato in località Palazzuolo nel ‘700 in un sito che permette di avere la più estesa visibilità possibile sull’intera Tora\Collina, oltre che la spettacolare visione dell’intera Vallata avellana, che si dischiude verso la pianura nolana. E sul complesso architettonico fornisce utili informazioni l’avvocato Mario Foglia, dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Napoli, che ne conferma la proprietà, trasmessa di generazione in generazione, in capo alla propria famiglia, tra le più antiche della comunità cittadina.

L’IDENTIKIT DEL COMPENDIO IMMOBILIARE DELLA LOCALITA’ PALAZZUOLO

Al “Casonecome sempre è stato chiamato in casa Foglia l’imponente edificio- si rapporta la tenuta di 30 mila metri quadrati, con coltivazioni di noccioleti, di secolari uliveti, frutteti e un vigneto, che “trovano spazio e vita in un microclima eccezionale”. L’intero compendio immobiliare attualmente è di proprietà delle sorelle e del fratello- Angela, Chiara ed Antonio – dell’avvocato Foglia che tiene a sottolineare non solo l’originaria ottima tipologia costruttiva del “ Casone”, agibile con la vasta corte fino agli anni ’60 del secolo scorso, avendo dato ospitalità a famiglie napoletane negli anni della seconda guerra mondiale, ma anche la tuttora efficiente funzionalità e cospicua capacità sia di un’ampia cisterna che di un pozzo, in funzione di un bacino di raccolta delle acque “a caduta diretta” ben impermeabilizzato, stando anche alle risultanze delle recenti perizie, fatte da tecnici ed esperti.

L’avvocato Mario Foglia ricorda che nella quiete e nella frescura del “Casone” e della tenuta era solito rifugiarsi nei mesi estivi il bisnonno, l’avvocato Pasquale Foglia, che coniugava la dedizione ai codici e alle pandette con l’amore per la composizione di sonetti e poesie in versi liberi. E non manca di sottolineare, la cura e la piena dedizione che il padre – “don” Angelo, ch’è stato funzionario del Ministero delle Finanze- insieme con fratello Pietro sindaco di Baiano negli anni ’60 del secolo scorso- ha sempre riservato, fin a quando le condizioni fisiche glielo hanno permesso, all’intero compendio immobiliare di Palazzuolo. Un compendio, di cui sono elementi caratterizzanti i classici terrazzamenti di pietra calcarea viva e a secco, la cui manutenzione richiede costanza di interventi, a tutela del paesaggio e della tenuta idrogeologica.

E con le informazioni dell’avvocato Foglia ad integrazione e arricchimento della cronaca dell’escursione del 24 luglio, si connettono le ulteriori informazioni del dottor Stefano Lanziello, in ordine ai monumenti verdi che vivono nello perimetro dello stesso sito. Oltre all’incantevole e plurisecolare quercia che fa da habitat sia per una ricca avifauna che da… vigile scorta al “Casone”, si possono osservare ed ammirare almeno altri tre plurisecolari lecci, pure della famiglia delle querce. Segnalazioni importanti, quelle del buon Stefano, per costruire la mappa dei patriarchi verdi, intesa come vera e propria forma di brand del territorio. E della salvaguardia paesaggistica. Un brand tutt’ancora da formare, ma che costituisce un impegno di cultura e pratica eco-ambientale irrinunciabile.