Accoglienza e responsabilità civica: quando la scuola diventa comunità

Accoglienza e responsabilità civica: quando la scuola diventa comunità

Questa mattina , davanti all’ingresso dell’Istituto Masullo-Theti, uno striscione scritto a mano ha raccontato una storia più grande delle sue parole. “All’Istituto G. Carducci il nostro benvenuto”: un messaggio semplice, diretto, affisso dagli studenti per accogliere i coetanei del Liceo Classico Carducci, temporaneamente ospitati nella struttura a causa delle condizioni non ancora ottimali del loro edificio scolastico.

Il gesto, spontaneo e privo di retorica, ha trasformato una necessità logistica in un momento di significato collettivo. In un sistema scolastico spesso messo alla prova da emergenze strutturali e organizzative, l’iniziativa degli studenti del Masullo-Theti ha dato forma concreta a valori che raramente trovano spazio nei comunicati ufficiali: empatia, rispetto reciproco, senso di responsabilità condivisa.

L’arrivo degli studenti del Carducci non è stato vissuto come un’invasione o un disagio, ma come un’occasione di incontro tra due comunità educative chiamate a convivere e collaborare. Lo striscione, visibile a tutti, ha segnato simbolicamente l’inizio di questa convivenza, ribadendo che la scuola non è soltanto un edificio, ma una rete di relazioni umane.

In un momento in cui le difficoltà rischiano di alimentare divisioni, la risposta degli studenti ha mostrato una maturità civica che va oltre l’età anagrafica. È in gesti come questo che l’istruzione rivela la sua funzione più profonda: formare cittadini capaci di trasformare un problema in un’occasione di crescita comune.                                                                                    fonte foto: Noicheamiamonola