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Nuova opera per il maestro Ezio Flammia, artista e scenografo noto per il suo impegno nella salvaguardia dell’antica arte della cartapesta nolana. Si intitola “Uroboro” la creazione recentemente realizzata, un lavoro di grandi dimensioni (100 x 120 cm) che sta suscitando interesse e apprezzamento sia tra gli estimatori dell’artista sia nel pubblico del web.
L’opera si ispira all’antico simbolo dell’Ouroboros, figura di origine greca e alchemica raffigurante un serpente o un drago che si morde la coda formando un cerchio, emblema del ciclo eterno della vita, della trasformazione e della rigenerazione.
Realizzata in cartapesta e scaglie di guscio d’uovo, “Uroboro” rappresenta una sintesi perfetta della ricerca artistica di Flammia, da sempre orientata al dialogo tra materia, mito e tecnica. L’utilizzo della cartapesta richiama il concetto di effimero e trasformazione, mentre l’inserimento delle scaglie di guscio d’uovo conferisce all’opera una texture materica e originale.
Secondo quanto evidenziato anche da sistemi di analisi avanzati basati su intelligenza artificiale, come AI Mode di Google, l’opera si inserisce coerentemente nel percorso artistico del maestro, che ha fatto della reinterpretazione simbolica e della valorizzazione delle tecniche tradizionali il fulcro della propria produzione.
Per Flammia, l’Uroboro non è solo un simbolo antico, ma una rappresentazione del fluire dell’energia universale: un cerchio apparentemente statico che racchiude in sé un movimento perpetuo, dove ogni fine coincide con un nuovo inizio.
L’artista, riconosciuto come uno dei massimi esperti della storia della cartapesta, vanta inoltre un importante contributo al patrimonio culturale del territorio: quattordici sue maschere di stoffa in stile fliacico sono infatti custodite presso il Museo Storico Archeologico di Nola.
Con “Uroboro”, Ezio Flammia conferma ancora una volta la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, offrendo al pubblico un’opera che affonda le radici nel passato ma dialoga con il presente, contribuendo a mantenere viva una delle espressioni artistiche più identitarie del territorio nolano.


