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di Filomeno Caruso
“Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua, la quale è molto utile, umile, preziosa e casta”.
Con queste parole San Francesco d’Assisi celebrava, già nel XIII secolo, il valore universale dell’acqua, riconoscendone il ruolo essenziale per la vita e la dignità umana.
Oggi, a distanza di secoli, quell’intuizione appare più attuale che mai.
Una giornata per riflettere: il World Water Day
Il 22 marzo si celebra il World Water Day, istituito dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’acqua e sulla gestione sostenibile delle risorse idriche.
Il tema del 2026, Water and Gender, richiama l’attenzione su una realtà spesso trascurata: la crisi idrica globale colpisce in modo sproporzionato donne e ragazze, che in molte aree del mondo sono responsabili dell’approvvigionamento dell’acqua e subiscono maggiormente le conseguenze della sua scarsità.
Accesso limitato all’acqua potabile sicura e a servizi igienico-sanitari adeguati non è solo un problema ambientale, ma una questione di equità sociale e diritti umani.
Acqua e salute: dalla prevenzione alla salutogenesi
L’acqua non è soltanto una risorsa naturale, ma un pilastro della salute pubblica. In questo contesto si inserisce il concetto di salutogenesi, che pone al centro la prevenzione e la promozione del benessere.
Già Ippocrate, considerato il padre della medicina, affermava:
“Io non curo le malattie, ma insegno la salute”.
Una visione che oggi si traduce in un principio fondamentale: investire nella prevenzione significa ridurre l’incidenza delle malattie e migliorare la qualità della vita.
Una risorsa sotto pressione
Nonostante l’acqua sia alla base della vita — come ricordava Johann Wolfgang Goethe: “Tutto è nato dall’acqua, tutto ci è dato dall’acqua” — essa è oggi sempre più minacciata.
L’inquinamento da plastica, in particolare, rappresenta una delle sfide più urgenti:
- microplastiche e nanoplastiche contaminano il mari, fiumi e laghi
- entrano nella catena alimentare
- possono avere effetti negativi sulla salute umana nel lungo periodo
Acqua potabile non sempre significa acqua salubre
In Italia, la disinfezione dell’acqua avviene principalmente tramite clorazione, una pratica che ha permesso di eliminare gravi malattie infettive come colera, tifo e dissenteria.
Tuttavia, emergono nuove criticità. I processi di disinfezione possono generare sottoprodotti chimici, alcuni dei quali potenzialmente nocivi. Inoltre, le analisi previste dalla normativa vigente:
- non includono tutte le sostanze contaminanti
- non valutano pienamente gli effetti cronici sulla salute
Ne deriva una distinzione fondamentale:
un’acqua può essere potabile secondo la legge, ma non necessariamente salubre dal punto di vista medico.
Verso una nuova cultura dell’acqua
Promuovere una cultura dell’acqua significa andare oltre il semplice rispetto delle norme. Significa:
- tutelare le risorse idriche
- prevenire l’inquinamento
- educare a un consumo consapevole
L’acqua, bene primario e universale, deve essere considerata anche come strumento di prevenzione e salute.
Una responsabilità collettiva
Come suggerisce Hermann Hesse nel suo Siddharta:
“Non c’è nessuna magia, tutto corrisponde come il tamburo alla bacchetta”.
Non esiste soluzione semplice o automatica: la tutela dell’acqua richiede consapevolezza, responsabilità e azione condivisa.
Perché proteggere l’acqua significa, in definitiva, proteggere la vita stessa.