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Clima politico sempre più teso a Solofra, dove la crisi amministrativa entra in una fase critica dopo le dimissioni del vicesindaco. Un atto che, secondo l’opposizione, certifica la perdita di equilibrio all’interno della maggioranza e apre una seria riflessione sulla tenuta del governo cittadino.
A puntare il dito è Antonello D’Urso, consigliere comunale del gruppo Solofra Libera, che in una nota parla di una città “senza guida e senza visione”. Per D’Urso, le dimissioni arrivano al termine di settimane di trattative infruttuose e rappresentano la prova evidente di una maggioranza ormai delegittimata.
Nel mirino finisce direttamente il primo cittadino, Michele Moretti, accusato di aver scelto il silenzio in un momento che avrebbe richiesto chiarezza e assunzione di responsabilità. “Governare non è un optional – sostiene l’esponente di opposizione – e l’assenza di una linea politica chiara sta producendo solo improvvisazione, conflitti interni e paralisi decisionale”.
Secondo D’Urso, mentre la città attende risposte su servizi e scelte amministrative, la maggioranza sarebbe concentrata esclusivamente su equilibri di potere e sulla corsa alle poltrone. La prospettiva di una nuova nomina a vicesindaco viene definita “l’ennesima tarantella”, un tentativo di rattoppare una crisi che, a suo giudizio, è prima di tutto politica.
Il messaggio dell’opposizione è netto: Solofra non può più permettersi instabilità e giochi di palazzo. “Quando mancano credibilità e governabilità – conclude D’Urso – non servono nuovi assetti interni, ma un gesto chiaro. Il passo indietro del sindaco e di chi ha fallito nel garantire stabilità sarebbe l’unico atto di rispetto verso la città”.
Parole che segnano un ulteriore irrigidimento dello scontro e che pongono interrogativi pesanti sul futuro dell’amministrazione solofrana, chiamata ora a dimostrare se esistono ancora le condizioni per governare.