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È stato presentato questo pomeriggio, nella suggestiva cornice della Sala Alvarez del Comune di Avella, il romanzo La città con il mare dentro dello scrittore Antonio Capolongo, un’opera intensa e profondamente umana, ispirata a una storia vera. A moderare l’incontro è stato il direttore Felice Siniscalchi, che ha guidato il pubblico alla scoperta dei temi centrali del libro e delle vicende che hanno ispirato l’autore.
Per il Comune di Avella è intervenuta la dottoressa Nelly Russo, responsabile di Avella Arte, che ha portato i saluti istituzionali e ha espresso apprezzamento per un’opera capace di generare riflessione e sensibilità sociale.
Il libro racconta la storia di Terens, un bambino di sei anni che, dopo la morte del padre e le gravissime difficoltà economiche della famiglia rimasta in Jugoslavia, viene condotto dalla madre a Napoli per essere affidato allo zio Brten. Un gesto disperato, nato dalla speranza di garantire a uno dei suoi figli un futuro migliore.
Ma fin dai primi momenti, Terens comprende di essere stato abbandonato, probabilmente senza possibilità di rivedere la sorellina Renet e gli altri fratelli rimasti a casa. A Napoli scoprirà, ben presto, che la sua presenza non è affatto casuale: la sua giovane età lo rende “utile” allo zio, capo di un campo rom, che lo costringerà a vivere in condizioni terribili e a commettere furti sotto minaccia e violenza.
Un’infanzia rubata tra fughe, incontri inattesi e coraggio
Il romanzo ripercorre i tre anni più difficili della vita di Terens, dai sei ai nove anni, segnati da continue fughe, durissime punizioni, solitudine e tradimenti.
Eppure, nel buio della sua infanzia negata, emergono figure che gli restituiscono un po’ di luce:
Umberto, il venditore ambulante che lo accoglie e gli offre un tetto, salvo poi tradirlo per trenta mila lire;
Drena, la ragazzina del campo che gli dona affetto e speranza;
Sergio, il libraio che gli mostra la gentilezza del mondo;
Sonia, la prostituta che lo tratta come un figlio;
don Peppino ‘o mericano, boss dal volto ambiguo che lo aiuta senza nulla chiedere;
e soprattutto la dottoressa Vallaco, che lo guiderà nel complesso percorso verso l’adozione e la rinascita.
Un ragazzo costretto a crescere troppo in fretta, che impara presto a non fidarsi ma che, grazie a un incontro decisivo, ritroverà la possibilità di una vita diversa.
Un’opera che scuote le coscienze
La città con il mare dentro affronta temi di forte attualità:
la tratta dei minori,
le condizioni dei campi rom,
le migrazioni,
il diritto all’infanzia negato,
la violenza domestica,
la fragilità e la resilienza dei bambini esposti al degrado sociale.
Il titolo evoca un luogo che è allo stesso tempo reale e simbolico: Napoli e Castellammare di Stabia fanno da sfondo a un viaggio che attraversa dolore, abbandono e riscatto.
Un pubblico attento e commosso per una storia che tocca il cuore
La presentazione ha registrato grande partecipazione. Il direttore Felice Siniscalchi, moderando l’evento, ha sottolineato il valore civile del romanzo e la capacità dell’autore di raccontare una vicenda dura con delicatezza narrativa e profonda sensibilità umana.
La dottoressa Nelly Russo, intervenuta per i saluti istituzionali, ha evidenziato come opere di questo tipo rappresentino un contributo culturale importante per la comunità, perché invitano alla riflessione e all’ascolto dei più fragili.
L’autore Antonio Capolongo, emozionato, ha ripercorso la genesi del romanzo, spiegando come la storia vera che lo ha ispirato lo abbia toccato profondamente, spingendolo a darle voce attraverso la letteratura.
L’evento di Avella ha trasformato la presentazione del libro in un momento di forte partecipazione emotiva e culturale. La città con il mare dentro non è soltanto un romanzo: è un invito a guardare oltre le apparenze, a riconoscere il dolore nascosto, a credere nella possibilità della rinascita.
Una storia che lascia un segno e che merita di essere letta, condivisa e discussa, soprattutto nelle comunità che credono nella forza educativa della cultura