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“Una vittoria di tutti i cittadini che da 23 anni combattono. La sentenza CEDU del 6 maggio 2025 è stata lo spartiacque”
L’Associazione Salute e Vita esprime grande soddisfazione per la ordinanza emessa oggi dal Consiglio di Stato, che ha respinto la richiesta cautelare di sospensiva presentata dalle Fonderie Pisano. La decisione conferma che l’impianto resta chiuso.
Per la prima volta il Consiglio di Stato afferma con chiarezza che il diritto all’ambiente e alla salute prevale sul diritto al lavoro, riconoscendo uno squilibrio che si è protratto per decenni. Nella motivazione si evidenzia anche il ritardo con cui la proprietà Pisano non ha reso attuativo il piano di adeguamento, sottolineando l’inerzia colpevole delle fonderie negli ultimi vent’anni, per non essersi delocalizzate come previsto dal Piano Regolatore Generale del Comune di Salerno. Nel 2006, infatti, si era deciso che quell’area sarebbe diventata a destinazione urbana, residenziale e commerciale, ma loro hanno deliberatamente scelto di non andarsene.
“È il riconoscimento della preminenza del diritto alla vita e alla salute”, dichiara Lorenzo Forte, presidente del Comitato/Associazione Salute e Vita. “Una svolta resa possibile dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 6 maggio 2025, che ha segnato lo spartiacque tra i ritardi ed i comportamenti omissivi delle Istituzioni e la necessità di risolvere immediatamente la questione”.
La sentenza CEDU, di cui è primo firmatario è Lorenzo Forte, sentenza che viene richiamata anche nel provvedimento odierno, ha permesso alla Regione Campania, con il Presidente Roberto Fico, l’Assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro ed i tecnici regionali, di applicare finalmente la legge ed il principio per cui il diritto alla salute, alla vita e all’ambiente sovrasta quello al lavoro.
“Oggi questo principio viene recepito prima dalla Regione e poi dai Tribunali amministrativi. Ci commuove perché viene riconosciuta la giustizia e viene confermato ciò che diciamo da 23 anni”.
L’Associazione dedica la sentenza alle vittime e ai malati della Valle dell’Irno, vittime del disastro ambientale ormai certificato. “A noi interessa che lo stabilimento, resti fermo e non continui a danneggiare la salute e la vita delle persone. È incapace, come confermato in sede di Conferenza dei Servizi della Regione Campania, di applicare le BAT, le migliori tecnologie disponibili”.
Un ringraziamento va all’Avv. Franco Massimo Lanocita e all’intero studio legale composto dagli Avv. Giuseppe Lanocita, Simona Corradino, Gianni Filosa ed Emilio Forrisi, che in questi anni hanno messo professionalità e cuore per salvaguardare la vita di tutti e l’ambiente.
Lorenzo Forte
Presidente Associazione Salute e Vita
