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di Antonio Vecchione
26 febbraio 2003: ricorrenza centenaria del Miracolo di S. Stefano, una grande emozione ricordarlo e riviverlo. Furono giorni straordinari ed intensi, che ci fecero sentire tutti Baianesi. La celebrazione fu una festa religiosa che generò il “miracolo laico” di far riflettere tutti i cittadini sul significato di essere una comunità e sul valore unificante che il culto di S. Stefano ha svolto nel tempo per i baianesi. Un anno dopo, a fine febbraio 2004, fu presentato il libro “Baiano e S. Stefano” (fondamentale il contributo di Orazio Bocciero, un gigante della cultura baianese), pubblicato per ricordare quei giorni e nel quale si coglie il senso profondo di quella frase cara agli autori: …il nostro Santo è la nostra storia…
Un pensiero che diventa una “voce” che non si spegne mai e che non ha mai cessato di pulsare nei cuori dei fedeli, nonostante la “modernizzazione” dei costumi di vita. Ci parla del lungo viaggio che il popolo di Baiano ripercorre per recuperare le ragioni della propria Fede, della propria devozione spirituale, della propria storia nel segno di S. Stefano Protomartire. Nel testo pubblicato è riportato il diario della celebrazione, lungo una settimana, dal 21 al 27 febbraio 2003, ricco di appassionata partecipazione e di testimonianze significative, sia degli autorevoli Vescovi presenti che dei semplici cittadini. L’intensità dei sentimenti manifestati e la commozione popolare che emergeva dalle espressioni dei semplici cittadini che, umili, si inginocchiarono ai piedi dell’altare di S. Stefano, sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
Il 28 febbraio 2004 fu scritta una memorabile (e non facilmente ripetibile) pagina di storia per la nostra comunità. Abbiamo avuto il privilegio di ospitare nella Chiesa di S. Stefano il coro Millennium di Rimini diretto da Guya Valmaggi per rappresentare una straordinaria Opera musicale: “L’Oratorio Sacro”, scene e voci da un martirio, Lapidazione di S. Stefano Protomartire. Per illustrare il significato dell’Oratorio e come nacque il progetto di collaborazione con Enzo Bocciero, baianese per Dna e per formazione culturale, affermato musicista, riportiamo le riflessioni dell’autrice, Marina Valmaggi, eccellente musicologa di fama internazionale e qualificata autrice di testi sacri, che ci fece il dono di offrici in anteprima mondiale la prima di questa opera nella nostra Chiesa: un grande onore, che mi appare ignorato e sento il dovere di ricordare.
L’ORATORIO Sacro. Scene e voci da un Martirio: lapidazione di S. STEFANO, di Marina Valmaggi e Vincenzo Bocciero. Ecco il ricordo di Marina Valmaggi.
“Una composizione non nasce mai all’improvviso: l’ispirazione ha radici profonde come quelle della pianta, le quali ad un certo punto, assorbito il necessario patrimonio dal terreno, danno alla luce il germoglio. Ricordo bene quando è nata l’idea di scrivere un oratorio per Santo Stefano. Ero in auto con Enzo Bocciero durante uno dei tanti viaggi per i concerti. “Ti faccio ascoltare una cosa”, mi dice. E fa partire un CD con quattro pregevoli brani sinfonici. Anche se si trattava di suoni campionati, mi hanno colpito subito positivamente. “Sono belli! Ma non li riconosco…” “Certo, li ho scritti io”. E mi spiega per quale occasione li ha composti: la festa del Patrono della sua città, Baiano, dove Santo Stefano si festeggia solennemente più di una volta nel corso dell’anno. Chiedo di riascoltarli, stupita perché non conoscevo questa vena nella sua creatività musicale. Alla fine ho detto: è un peccato che non ci sia anche un testo, che possa collegare questa musica al soggetto che l’ha ispirata. “Non scrivo testi”, risponde Bocciero. “Ma io sì”, gli rispondo. Infatti in quel momento emergeva il desiderio, covato a lungo, di scrivere qualcosa dedicato a questo Santo. Stefano è il nome di un ragazzo, figlio di amici, scomparso tragicamente pochi anni prima all’età di 18 anni. Per commemorarlo era stata ripubblicata un’omelia di don Luigi Giussani talmente toccante che non l’avevo dimenticata, perché illuminava l’evento della morte e del martirio collegando l’esistenza terrena all’eterno, come solo la Fede permette di fare. Quell’omelia ed il racconto contenuto negli Atti degli Apostoli sono stati il serbatoio da cui ho attinto il testo, con poche aggiunte di mio pugno. Ho scritto le musiche per trio vocale, solista e coro e le abbiamo inserite armoniosamente fra i brani sinfonici. Gli amici artisti hanno fatto il resto, avventurandosi in un’esecuzione che presentava tutti i rischi di un linguaggio musicale non più adagiato sui canoni tradizionali, ma teso a comunicare in modo essenziale, quasi spoglio, un evento che nonostante due millenni di storia è tuttora presente nella memoria del popolo, non solo di Baiano. È stato un privilegio poter realizzare la prima esecuzione proprio a Baiano, il 28 febbraio 2004, con il coro Millennium, i solisti e un complesso da camera costituito da 4 flauti e 2 violoncelli. L’esecuzione musicale era accompagnata dalla proiezione di scene del martirio, tratte dalle opere di insigni pittori. Tutti gli interpreti sono rimasti impressionati dalla calorosa accoglienza, dalla partecipazione del pubblico e persino da un piccolo evento fuori programma, che fece esclamare ad alcuni: è il saluto di Santo Stefano! Infatti, mentre dal pullman raggiungevano la chiesa, i coristi sono stati investiti da una grandinata improvvisa con chicchi grossi come pietre. La direttrice, Guya Valmaggi, commentò: bene, qui si fa sul serio! Più che di un concerto, si trattò di un evento, perché fra interpreti e spettatori non ci fu separazione: tutti partecipavano col cuore alla rievocazione di un fatto, il martirio di un uomo giusto, Stefano, cui l’arte conferiva una nuova potenza evocativa. L’impegno e il coraggio degli organizzatori hanno fatto il resto. L’oratorio è stato poi realizzato in versione integrale a Milano (Università Bocconi), Bologna (Basilica di Santo Stefano), San Miniato (Cattedrale), Rimini (Chiesa del Suffragio) per la prestigiosa Sagra Musicale Malatestiana. È stata infatti questa “prima” che ha lanciato l’opera e consolidato il gruppo degli esecutori, cui si è aggiunta in seguito l’orchestra Lettimi di Rimini”.
Conclusione: Abbiamo chiesto all’autrice copia dell’opera per riproporla ai fedeli baianesi e conservarla come una preziosa gemma della storia baianese.








