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Per molti può sembrare soltanto un gesto imbarazzante o poco elegante. In realtà ruttare è una funzione naturale e importante del nostro organismo. Serve infatti a espellere i gas che si accumulano nello stomaco e nell’esofago, evitando pressione, gonfiore e fastidi addominali.
Eppure esiste chi non riesce a farlo. Una condizione reale, oggi riconosciuta dalla medicina, che prende il nome di disfunzione cricofaringea retrograda.
La sindrome di chi non riesce a ruttare
Il disturbo è stato definito scientificamente soltanto negli ultimi anni, ma per molto tempo chi ne soffriva è stato spesso scambiato per paziente affetto da colon irritabile o disturbi digestivi generici.
Alla base del problema c’è il muscolo cricofaringeo, una sorta di valvola naturale situata nella parte alta dell’esofago. Normalmente questo muscolo si rilassa sia quando ingeriamo cibo e liquidi sia quando il corpo deve espellere aria dallo stomaco attraverso il rutto.
Nelle persone affette dalla sindrome, invece, il muscolo non si apre correttamente al momento giusto, impedendo la fuoriuscita dei gas.
I sintomi: gonfiore, gorgoglii e forte disagio
L’assenza di rutti può provocare una serie di sintomi anche molto fastidiosi:
* gonfiore addominale;
* senso di pressione allo stomaco;
* gorgoglii continui nella gola e nel petto;
* flatulenza eccessiva;
* dolore addominale;
* difficoltà digestive.
Molti pazienti raccontano di convivere con il problema fin dall’infanzia, senza sapere che si tratti di una vera patologia.
Una condizione ancora poco conosciuta
Uno degli aspetti più particolari della disfunzione cricofaringea retrograda è che spesso resta non diagnosticata. Non riuscire a ruttare viene infatti percepito da alcuni come una caratteristica personale innocua o addirittura “positiva”.
In realtà, quando i gas non riescono a essere espulsi naturalmente, il corpo accumula tensione interna che può influire notevolmente sulla qualità della vita.
La cura: il Botox può risolvere il problema
Negli ultimi anni alcuni studi hanno mostrato risultati incoraggianti grazie all’utilizzo della tossina botulinica.
L’iniezione di Botox direttamente nel muscolo cricofaringeo permette infatti di rilassarlo temporaneamente, consentendo il normale passaggio dell’aria e la comparsa dei rutti.
Secondo le ricerche effettuate su diversi pazienti, il trattamento avrebbe migliorato in modo significativo i sintomi, in molti casi anche a lungo termine.
Una dimostrazione di come perfino un gesto quotidiano e apparentemente banale possa essere fondamentale per il corretto equilibrio del nostro organismo.