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Dall’alba alla processione, la fede di un popolo che si rinnova tra tradizione, emozioni e devozione
di Francesco Piccolo
MUGNANO DEL CARDINALE – Ci sono appuntamenti che non appartengono soltanto al calendario, ma alla storia e all’identità di una comunità. Per Mugnano del Cardinale uno di questi momenti arriverà domani, con la solenne processione di Maria Santissima delle Grazie, quando la Patrona lascerà il Santuario di Santa Filomena per attraversare le strade del paese e riabbracciare simbolicamente il suo popolo.
Una giornata attesa per un anno intero, fatta di fede, tradizione, ricordi e gesti che si tramandano da generazioni.
“I botti del mattino annunciano la festa.”
Un suono che ogni mugnanese riconosce prima ancora di aprire gli occhi. È il richiamo di una tradizione che ritorna, capace di riportare alla mente l’infanzia, le persone care e tutti quei momenti vissuti negli anni accanto a Maria Santissima delle Grazie.
La banda musicale accompagnerà il risveglio del paese, portando tra le strade quell’atmosfera unica che da sempre caratterizza i giorni della festa.
Con il passare delle ore Piazza Umberto I inizierà a riempirsi.
Arriveranno i cullatori, con il tradizionale asciugamano sulle spalle, simbolo di chi si prepara a portare non soltanto una statua, ma un pezzo della storia mugnanese.
Giovani, adulti e da diversi anni anche tante donne saranno parte di un rito che appartiene all’intera comunità.
Ci saranno genitori con i figli, nonni con i nipoti, famiglie che accompagneranno i più piccoli per far conoscere una tradizione che non si impara dai racconti, ma vivendola.
La sacra effigie di Maria Santissima delle Grazie, attribuita allo scultore napoletano Giacomo Colombo, non viene semplicemente trasportata: viene cullata.
Ed è una differenza che ogni mugnanese porta nel cuore.
Prima dell’uscita il Comitato Festa Maria SS. delle Grazie consegnerà ai cullatori la tradizionale maglietta, un momento diventato ormai un rito.
La giornata religiosa entrerà nel vivo alle ore 10 con la Santa Messa, celebrata dal rettore del Santuario don Giuseppe Autorino.
Alle ore 11 spazio alle gare del Palio e delle torce , una sfida fatta di passione, appartenenza e tradizione con gli storici gruppi Novative e Mariane. Quest’anno, però, potrebbe esserci anche una sorpresa: tra le voci della vigilia si parla della possibile presenza di un terzo gruppo, pronto a rendere ancora più particolare questa edizione.
Terminato le gare , tutti gli occhi saranno rivolti verso il Santuario.
Alla presenza delle istituzioni cittadine, del sindaco dottor Alessandro Napolitano, dell’amministrazione comunale e del rettore don Giuseppe Autorino, saranno vissuti gli ultimi istanti prima dell’uscita.
Dopo la benedizione e il rito dell’incenso arriverà quella parola che ogni mugnanese conosce:
“Oisa, Oisa”.
Il segnale.
Il momento in cui tutto sta per cominciare.
Alle ore 12 Maria Santissima delle Grazie uscirà dal Santuario per incontrare la sua gente.
La piazza sarà gremita come ogni anno, tra emozione, applausi e anche quelle battute semplici che appartengono alla tradizione popolare, come chi scherza su chi cerca il posto migliore per comparire nella fotografia dell’uscita.
Perché anche questi piccoli momenti raccontano un paese.
Dopo il passaggio sotto il tosello, arriveranno il saluto a Santa Filomena e quello a Sant’Antonio.
Sul sagrato del Santuario si rinnoverà uno dei momenti più caratteristici. La sacra immagine verrà fermata davanti ai fedeli e mostrata in tutta la sua bellezza.
Maria Santissima delle Grazie è raffigurata come Madre, con il seno sinistro scoperto e il Bambino al suo fianco, nel gesto dell’allattamento. Proprio durante questo momento il movimento dei cullatori crea quella particolare oscillazione che nella tradizione mugnanese è stata soprannominata “a squarcessa”.
Poi inizierà il lungo cammino.
Una lunga giornata di luglio, di quelle che mettono alla prova il corpo ma rendono ancora più forte il significato di ogni gesto.
Dietro la Madonna ci sarà un popolo intero: chi cammina per una grazia ricevuta, chi per una promessa, chi per chiedere forza in un momento difficile, chi pensando a una persona cara che non c’è più.
Ognuno con la propria storia.
Ognuno con una preghiera nel cuore.
In via Garibaldi arriverà uno dei momenti più suggestivi con la famiglia Isola, conosciuta come Santella, che darà vita alla tradizionale leccerata.
Non una semplice infiorata, ma una vera esplosione di colori e devozione: dai balconi una pioggia di petali di rosa scenderà sulla Madonna, sui cullatori e sui fedeli, trasformando per qualche istante la strada in un quadro vivente.
Proseguendo arriverà anche l’omaggio floreale della famiglia D’Apolito, legata al presidente del Comitato Festa Pellegrino D’Apolito.
Il cammino continuerà attraversando quartieri, balconi addobbati e famiglie in attesa.
Tornerà la storica cocomerata, tradizione portata avanti dalla famiglia D’Apolito nel ricordo del compianto Pellegrino D’Apolito detto “Pellechiello”, oggi custodita dai figli.
Un gesto semplice ma prezioso durante una processione lunga e impegnativa, dove ogni ristoro diventa un modo per prendersi cura di chi accompagna la Patrona.
Nel rione Mastrangelo la famiglia Prezioso offrirà il tradizionale ristoro con i panini.
La processione raggiungerà poi il rione Cardinale, dove l’American Bar accoglierà il passaggio della Patrona con i dolci.
Il cammino continuerà verso la chiesa di Maria Santissima del Carmelo, dove ci sarà il suggestivo saluto tra le due Madonne.
Non mancheranno altri gesti di accoglienza preparati dalle famiglie mugnanesi, tra cui quelli della famiglia Antonio Napoletano, della famiglia De Stefano e della famiglia Festa, che per l’occasione offrirà un particolare cocktail analcolico ai frutti di bosco, un momento fresco e colorato pensato per accompagnare il passaggio di Maria Santissima delle Grazie.
La processione passerà poi dal cimitero di Mugnano del Cardinale, luogo del ricordo e del legame con chi questa festa l’ha vissuta prima di noi.
Poi via Turone, San Michele, via Mancini, il rione Cordatauro e la Nazionale accompagneranno gli ultimi tratti.
Prima del ritorno, il salumificio Corbisiero offrirà il tradizionale momento con i panini con il salame.
Poi il rientro verso Piazza Umberto I, il giro finale, gli applausi, i fuochi d’artificio e il ritorno nel Santuario.
A fine giornata resteranno i volti dei cullatori: stanchi, con le spalle gonfie e segnate dal peso, bruciati dal sole di luglio, ma felici nel cuore.
Perché quella fatica non è soltanto fatica.
È fede.
È appartenenza.
È amore verso la propria Patrona.
Dopo il rientro e la sistemazione della sacra immagine, la giornata continuerà con la Santa Messa serale celebrata dal rettore don Giuseppe Autorino.
Una celebrazione che chiuderà una giornata intensa di fede ed emozioni nel segno di quel pensiero che accompagna la comunità:
“’A Maronn ci accompagna.”
E mentre il Comitato concluderà gli ultimi momenti, tornerà anche quella domanda detta con il sorriso, nel modo semplice dei mugnanesi:
“Quant’ha fatt’ ’a Maronn?”
Il riferimento alle offerte raccolte durante la giornata, una curiosità diventata ormai parte dei racconti popolari della festa.
Perché Mugnano è anche questo.
È l’asciugamano sulle spalle.
Sono i balconi addobbati.
Sono i petali di rosa che cadono dal cielo.
È una preghiera detta in silenzio.
È un popolo che, almeno per un giorno, cammina nella stessa direzione.
Dietro la sua Madre.
Perché una Madre conosce sempre il cammino dei propri figli.
Conosce le loro gioie, le loro fatiche, le lacrime nascoste e le speranze affidate in silenzio.
C’è chi davanti a Lei chiede forza.
Chi trova conforto.
Chi semplicemente alza gli occhi e si sente a casa.
Perché la fede, quella vera, non ha bisogno di tante parole.
A volte vive in uno sguardo, in una lacrima, in una mano che saluta al suo passaggio.
Maria Santissima delle Grazie non attraversa soltanto le strade.
Attraversa la storia, i ricordi e le generazioni di Mugnano.
Questa è Mugnano.
Questa è la nostra storia.