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ella nostra società esistono contesti nei quali si ci confronta, si approfondisce e si dibatte sulle strategie socio-educative da mettere in campo per le persone disabili. Nella quotidianità dissertiamo delle minorazione sensoriali, delle minorazione motorie o cognitive prese a sé stanti, ma raramente poniamo la nostra attenzione a coloro che contemporaneamente vivono la realtà di una pluriminorazione. È frequente l’abbinamento di disabilità sensoriali!. La mia esperienza di volontario e di pedagogista porta ad avere conoscenza di persone sordo-cieche, verso le quali la scuola, la società, la sanità, dovrebbero calibrare specifici ed unici interventi, come fanno gli operatori della Lega del Filo d’Oro. Ma la pluriminorazione può riguardare anche ” campi diversi ” nella fisicità e possiamo scrivere ( ad esempio ) di persone non vedenti e paraplegiche. Altro elemento di importanza nella pluriminorazione riguarda l’assenza di relazione fra le persone ed il contesto sociale in cui si trova! In alcuni istituti specializzati sono note le presenze di persone cieche ed autistiche o di persone pluriminorate nei sensi e nelle facoltà cognitive. Il lettore, capirà bene che queste problematiche non sono conosciute dai più ed è verosimile affermare, che le persone pluriminorate sono di fronte alla società delle persone silenziose! Le associazioni, le consulte ed i Forum, le fondazioni e gli enti del Terzo Settore, gli Enti locali dovrebbero impegnarsi maggiormente nelle politiche sociali a favore di costoro, che nel mondo della disabilità rappresentano quella ” parte oscura “, ancora da conoscere e da sostenere adeguatamente. Anche la scuola dovrebbe essere capace di assumere responsabilità e consapevolezza, nel creare percorsi formativi e di sostegno calibrati per i pluriminorati, senza incorrere nel clamoroso errore , di pensare che queste persone abbiano il loro destino segnato da un’esistenza in istituti specializzati e in forme di convitto a vita.
Vincenzo Serpico