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Un contatto universale che parla al cuore: l’abbraccio come simbolo di empatia, benessere e vicinanza umana
Oggi, 21 gennaio, si celebra la Giornata mondiale dell’abbraccio, una ricorrenza nata negli Stati Uniti negli anni Ottanta e diffusasi nel tempo in molti Paesi del mondo con l’obiettivo di promuovere il contatto umano, l’empatia e la vicinanza emotiva. Un appuntamento simbolico che invita a riscoprire il valore di un gesto semplice ma profondamente significativo, soprattutto in un periodo dell’anno spesso associato a freddo, isolamento e malinconia. L’abbraccio non è soltanto una manifestazione di affetto: la scienza conferma che il contatto fisico positivo stimola la produzione di ossitocina, l’ormone del benessere, contribuendo a ridurre stress e ansia, migliorare l’umore e rafforzare il senso di fiducia e sicurezza. In molte circostanze, un abbraccio riesce a comunicare più delle parole, diventando un linguaggio universale capace di superare barriere culturali, sociali e generazionali. Dopo gli anni segnati dal distanziamento e dalle restrizioni, questo gesto assume oggi un valore ancora più profondo, rappresentando una forma di riconnessione umana e sociale. La Giornata mondiale dell’abbraccio diventa così un invito alla gentilezza quotidiana, a fermarsi per condividere un momento di vicinanza con chi ci è accanto, ricordando che anche nei gesti più semplici si nasconde una forza capace di unire, confortare e rendere migliore la vita di tutti.