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Si è svolta con grande partecipazione e forte coinvolgimento emotivo la presentazione del volume “La gloriosa Brigata Avellino – Tra Storia, Memoria e Identità Irpina”, tenutasi presso il Circolo della Stampa di Avellino. L’iniziativa, promossa dalla Federazione ANCR di Avellino in collaborazione con la Sezione ANCR di Avella, è stata dedicata alla memoria del Prefetto Benedetto Fusco, figura di riferimento per la comunità irpina.
L’evento ha rappresentato un importante momento di riflessione storica e civile, capace di richiamare cittadini, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e associazioni del territorio, uniti dall’intento di valorizzare la memoria e l’identità della Brigata Avellino.
Le presenze istituzionali
A testimoniare l’alto profilo dell’incontro, erano presenti il Colonnello del Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino e il Maggiore della Caserma “Berardi”, che hanno voluto portare il saluto dell’Arma e sottolineare il valore educativo e civile dell’iniziativa, ribadendo l’importanza della memoria come strumento di crescita per le nuove generazioni.
Gli interventi
Il dibattito è stato arricchito dai contributi di:
Goffredo Covino, Presidente Provinciale ANCR Avellino
Giovanni D’Avanzo, autore del volume e Presidente della Sezione ANCR di Avella
Pietro Luciano, storico
Maria Della Gala, docente
Santa Di Palma, docente
A moderare l’incontro è stato il giornalista e scrittore Gianluca Amatucci, vicepresidente dell’Associazione Nazionale del Fante – Sezione di Avellino, che ha guidato il confronto mettendo in luce i passaggi più significativi del volume e il suo valore culturale.
Un patrimonio da custodire
Il libro ripercorre la storia della Brigata Avellino, raccontandone il ruolo, i sacrifici e il legame profondo con l’Irpinia, in un viaggio che intreccia documenti, testimonianze e memoria collettiva. L’incontro si è concluso con un sentito ringraziamento a tutti i presenti e con l’auspicio che iniziative come questa possano continuare a rafforzare il senso di appartenenza e la consapevolezza storica della comunità irpina.
Una serata che ha dimostrato come la memoria, quando è condivisa, diventi patrimonio vivo di un intero territorio.


