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La perturbazione, accompagnata da forti raffiche di vento e trombe d’aria localizzate, ha investito il capoluogo e numerosi comuni della provincia intorno alle ore 17, manifestandosi con un’intensità e una rapidità tali da rendere inevitabili i danni alle colture a cielo aperto.
Le conseguenze più gravi si registrano nelle aree vocate alle eccellenze vitivinicole e ortofrutticole del territorio. A partire dai Vigneti (Fiano di Avellino DOCG), dove si registra una situazione molto preoccupante nei comuni dell’areale del Fiano. I chicchi di grandine e il vento forte hanno letteralmente flagellato i tralci, danneggiando la vegetazione e i grappoli in fase di crescita, compromettendo seriamente i volumi della prossima vendemmia.
La grandinata ha colpito anche i noccioleti. Le tempeste hanno causato la rottura di rami e la caduta precoce del prodotto. Per gli orti e le colture locali, interi raccolti stagionali di verdura e frutta sono andati distrutti nel giro di pochi minuti a causa dell’intensità del fenomeno.
Di fronte alla gravità dei danni alle strutture di sostegno, agli impianti irrigui e alle viabilità rurali, i sindaci di Altavilla Irpina, Capriglia Irpina, Grottolella e Montefredane si sono già mossi uniti. Stamattina (17 giugno) hanno avviato una richiesta congiunta alla Regione Campania e al Governo per il riconoscimento dello stato di calamità naturale a tutela delle aziende agricole e del territorio.
L’ondata di maltempo era stata parzialmente anticipata dall’allerta gialla della Protezione Civile, ma l’estrema rapidità di evoluzione e la violenza localizzata della cella temporalesca hanno reso i danni inevitabili per le colture a cielo aperto.
“Confagricoltura Avellino è al fianco delle aziende agricole colpite e sostiene la richiesta avanzata dai sindaci per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. L’agricoltura irpina – conclude Frattolillo – continua a subire gli effetti di eventi climatici sempre più estremi e frequenti. Servono interventi immediati per tutelare il reddito delle aziende e salvaguardare produzioni di eccellenza come il Fiano di Avellino Docg e la nocciola irpina”.