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Una forte scossa di terremoto è stata avvertita nella tarda serata del 1° giugno in gran parte del Sud Italia, dalla Calabria alla Sicilia, passando per Campania, Basilicata e Puglia. Il sisma, registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha avuto un epicentro localizzato a circa 41 chilometri a ovest di Cosenza e una profondità di 250 chilometri, caratteristica che ne ha favorito la percezione su un’area molto vasta.
La scossa è stata avvertita distintamente in numerose città e comuni del Mezzogiorno. Segnalazioni sono giunte dalla Calabria, dalla Campania – compresa Napoli e diversi centri dell’area vesuviana come Portici – fino ai confini con il Salernitano. Il terremoto è stato percepito anche in Basilicata, soprattutto nelle zone al confine con la Calabria, oltre che in diverse località della Puglia e della Sicilia, fino a Palermo.
In molti centri abitati la popolazione, spaventata dal movimento tellurico, è scesa in strada e ha contattato i numeri di emergenza per ottenere informazioni. La Sala Operativa della Protezione Civile della Calabria ha immediatamente avviato le verifiche sul territorio, contattando i sindaci delle aree più vicine all’epicentro, tra cui Cetraro, Lamezia Terme e Amantea.
Nonostante l’ampia percezione del fenomeno, al momento non sono stati segnalati danni a persone o cose. Anche a Cosenza la situazione è risultata tranquilla, senza richieste di soccorso né particolari criticità.
A seguito dell’evento sismico, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile ha attivato le procedure di monitoraggio e si è messa in contatto con le strutture territoriali del Servizio Nazionale della Protezione Civile per verificare eventuali conseguenze del terremoto.
Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha convocato l’Unità di Crisi presso la sede di Roma. La riunione si è svolta meno di un’ora dopo il sisma e ha coinvolto, in videocollegamento, rappresentanti delle regioni del Sud Italia, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’INGV.
Al termine dell’incontro, nessuna delle regioni coinvolte ha comunicato danni a edifici, infrastrutture o persone. La Protezione Civile continuerà comunque a monitorare l’evolversi della situazione nelle prossime ore, mantenendo costanti contatti con le autorità locali e le strutture operative presenti sul territorio.
L’evento conferma come i terremoti profondi possano essere percepiti su aree molto estese, generando apprensione tra la popolazione pur senza provocare necessariamente conseguenze rilevanti in superficie.