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Un Primo Maggio che non è solo celebrazione, ma momento di riflessione profonda. A sottolinearlo è Antonio Colucci, segretario di Forza Italia del Mandamento Baianese, che affida a un messaggio intenso il significato di questa giornata dedicata ai lavoratori.
“Oggi è la Festa del Lavoro, ma non può esserci vera festa finché il lavoro continua a essere luogo di rischio, dolore e vite spezzate”, afferma Colucci, richiamando il valore costituzionale del lavoro come fondamento della dignità e della cittadinanza.
Il pensiero è rivolto alle vittime sul lavoro, a chi non è mai tornato a casa dopo una giornata come tante. “Il nostro silenzio e la nostra memoria – continua – vanno a tutti i lavoratori e alle lavoratrici che hanno perso la vita, alle famiglie che convivono con un’assenza incolmabile, ai colleghi che hanno visto scomparire un compagno da un momento all’altro, a chi porta nel corpo e nello spirito i segni di una sicurezza che è venuta a mancare”.
Parole forti anche contro l’espressione “morti bianche”, che Colucci rifiuta: “Non esistono morti bianche. Dietro ogni tragedia ci sono responsabilità, carenze nei controlli, ritmi insostenibili o mancanza di prevenzione. Definirle così rischia di sminuire la gravità di ciò che accade”.
Al centro del messaggio, il tema della sicurezza: “Non è un costo, è un diritto. Il lavoro deve nobilitare la persona, mai consumarla. Non possiamo accettare che la produttività venga prima della vita umana. Nessun salario o scadenza può valere più di un’esistenza”.
Il segretario di Forza Italia richiama quindi l’impegno concreto: controlli più severi, investimenti nella prevenzione e nella formazione, tutele per chi denuncia condizioni di pericolo. “Dobbiamo trasformare il ricordo in azione quotidiana”, sottolinea.
Un passaggio particolarmente toccante riguarda la dimensione personale: “Tra queste vittime ci sono anche mio padre , mio zio e tanti amici. È una ferita che non si chiude e che rende ancora più forte il dovere di non dimenticare”.
Il messaggio si chiude con un appello chiaro: “Il nostro impegno, oggi e ogni giorno, è lottare perché nessuno debba più morire di lavoro”.
Un Primo Maggio, dunque, vissuto non solo come festa, ma come giornata di memoria e responsabilità collettiva.