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MONTEFORTE IRPINO – Un monumento che racconta la storia del territorio, oggi però segnato dal tempo e dall’abbandono. È la Fontana di Carlo III, antica opera settecentesca che sorge alle porte di Monteforte Irpino, testimonianza dell’epoca borbonica e punto di riferimento per viandanti e comunità locali.
La fontana risale alla metà del XVIII secolo, durante il regno di Carlo di Borbone, e fu realizzata con una funzione ben precisa: recuperare e valorizzare una sorgente d’acqua, offrendo ristoro a chi percorreva le antiche vie tra Napoli e l’Irpinia.
Non si trattava solo di un’opera pubblica utile, ma anche di un elemento celebrativo: la struttura, infatti, presenta caratteristiche architettoniche tipiche del periodo, con decorazioni e una lapide commemorativa che richiamano la presenza e l’autorità della monarchia borbonica sul territorio.
Per anni la fontana ha rappresentato un punto strategico lungo i percorsi di collegamento, simbolo di vita quotidiana e di incontro.
Oggi, però, l’immagine che si presenta agli occhi di cittadini e visitatori è ben diversa. La Fontana di Carlo III versa in uno stato di evidente abbandono:
- vegetazione spontanea che invade la struttura
- intonaci deteriorati e parti architettoniche compromesse
- segni di incuria che ne alterano l’aspetto originario
Il monumento, pur mantenendo intatto il suo valore storico, appare trascurato e privo di interventi di manutenzione adeguati.
La situazione riaccende il dibattito sulla necessità di salvaguardare il patrimonio storico locale. Recuperare la Fontana di Carlo III significherebbe non solo restituire dignità a un bene architettonico, ma anche valorizzare un pezzo importante della memoria collettiva.
Interventi di restauro e riqualificazione potrebbero trasformare il sito in un punto di interesse culturale e turistico, capace di raccontare la storia di Monteforte e del suo territorio.
Tra passato e presente, la Fontana di Carlo III resta un simbolo identitario. Lasciarla nel degrado significherebbe perdere una parte della storia locale.
Per questo, l’auspicio è che istituzioni e comunità possano intervenire per restituire al monumento il ruolo che merita: quello di testimone del passato e risorsa per il futuro.

