Giro d’Italia 2026, tappa Paestum–Napoli: percorso, altimetria e punti chiave dell’unico passaggio in Campania

Giro d’Italia 2026, tappa Paestum–Napoli: percorso, altimetria e punti chiave dell’unico passaggio in Campania

Il Giro d’Italia 2026, giunto alla sua centonovesima edizione e valido come prova dell’UCI World Tour, si svolgerà dall’8 al 31 maggio per un totale di 3.459 chilometri, con partenza da Nessebar, in Bulgaria, e arrivo a Roma per il quarto anno consecutivo.

Per la Campania, l’unico momento da protagonista sarà rappresentato dalla sesta tappa, in programma giovedì 14 maggio, con partenza da Paestum e arrivo a Napoli.

Il tracciato, lungo 142 chilometri e con un dislivello complessivo di circa 500 metri, si presenta sulla carta come una frazione favorevole ai velocisti, ma non priva di elementi che potrebbero incidere sull’andamento della corsa.

Dall’analisi dell’altimetria emerge una prima parte completamente pianeggiante lungo la costa cilentana, con passaggi da località come Foce del Sele, Lido di Spineta e Torre Picentina, fino a raggiungere Salerno, senza particolari difficoltà altimetriche.

Dal punto di vista tecnico, i primi 35-40 chilometri risultano estremamente veloci e adatti alla formazione di eventuali fughe di giornata, con lunghi rettilinei esposti anche a possibili venti laterali provenienti dal mare. Dopo Salerno, la salita verso Cava de’ Tirreni (circa 4 km con pendenze medie attorno al 4-5%) rappresenta l’unico vero punto altimetricamente rilevante della tappa, seguito da una lunga fase di falsopiano e leggeri saliscendi che potrebbero spezzare il ritmo del gruppo.
Nella seconda parte, il percorso presenta numerosi attraversamenti urbani e rotatorie, soprattutto nell’area nolana e vesuviana, elementi che renderanno fondamentale il posizionamento delle squadre in vista del finale. Gli ultimi 20 chilometri, completamente pianeggianti, sono caratterizzati da strade ampie e rettilinee, ideali per l’organizzazione delle volate ma anche potenzialmente insidiose in caso di alta velocità.

La fase centrale rappresenta il tratto più impegnativo: dopo Salerno, il gruppo si dirigerà verso l’entroterra affrontando la salita di Cava de’ Tirreni, classificata Gran Premio della Montagna di quarta categoria. Un segmento non particolarmente duro, ma comunque utile per favorire eventuali tentativi di fuga o una prima selezione nel gruppo.

Successivamente, il percorso torna più scorrevole attraversando Nocera Inferiore, Sarno, Palma Campania e l’area nolana, con passaggi da Comiziano e Cimitile. In questa fase, caratterizzata da continui saliscendi, sarà fondamentale la gestione delle energie e il corretto posizionamento nel gruppo.

Tra i punti chiave della tappa figura il traguardo volante di Brusciano, collocato nella seconda parte del percorso, seguito dal Red Bull KM, tratto utile per l’assegnazione di eventuali secondi di abbuono.

Gli ultimi chilometri, completamente pianeggianti, conducono verso il centro di Napoli e si prestano a un probabile arrivo in volata, rendendo la tappa particolarmente interessante per le squadre dei velocisti.

Al di là dell’aspetto tecnico, la Paestum–Napoli assume un forte valore simbolico: si tratta infatti dell’unica tappa che attraverserà la Campania nel Giro 2026, offrendo al territorio una vetrina internazionale di grande rilievo.

Rispetto alla scorsa edizione, il percorso non interesserà l’Irpinia, che quest’anno non sarà coinvolta dal passaggio della corsa. Una scelta che rientra nella naturale rotazione dei tracciati prevista dall’organizzazione.

Proprio in Irpinia è legato un episodio significativo della recente storia del Giro. Nella passata edizione, a Baiano, si verificò una maxi caduta a circa 70 chilometri dall’arrivo di Napoli, causata dall’asfalto reso viscido dalla pioggia.

Nell’incidente rimasero coinvolti diversi corridori, tra cui anche atleti di primo piano come Jai Hindley, Mads Pedersen, Simon Yates e Richard Carapaz. L’episodio portò a una temporanea sospensione della corsa per consentire i soccorsi, seguita dalla ripartenza con tempi neutralizzati ai fini della classifica generale.

Un episodio che resta nella memoria recente della corsa e che evidenzia come il percorso e le condizioni meteo possano incidere in modo determinante sullo sviluppo della gara.          Giro d’Italia 2026, tappa Paestum–Napoli: percorso, altimetria e punti chiave dell’unico passaggio in Campania