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La scelta del Partito Democratico per le elezioni comunali di Avellino è stata il risultato di un percorso lungo, complesso e spesso accidentato. Sin dall’inizio, come area Radici e Futuro, abbiamo espresso con chiarezza la nostra contrarietà all’ipotesi di una candidatura civica, non per pregiudizio personale, ma per una ragione politica precisa: riteniamo che, in una fase così delicata per la città, servisse una candidatura espressione del centrosinistra e del Partito Democratico, riconoscibile nei valori e nella storia di quell’area. Su questa linea abbiamo lavorato coinvolgendo anche le altre sensibilità interne al partito, sostenendo la necessità di una proposta autenticamente politica. Dopo settimane di confronto serrato, si è giunti a un punto di equilibrio. Restano per noi riserve sul metodo seguito da una parte maggioritaria del partito e sulle modalità con cui si è arrivati alla definizione del nome di Nello Pizza, ma sarebbe sbagliato non riconoscere il dato politico essenziale: alla fine ha prevalso l’idea di una candidatura politica, interna al perimetro del centrosinistra, alternativa sia al civismo indistinto sia al centrodestra. Avremmo preferito che al tavolo fossero portate più opzioni, in modo da consentire un confronto più ampio e trasparente. Questo non è stato possibile. Tuttavia la politica vive anche di mediazioni, rapporti di forza ed equilibri, e per questo non possiamo non considerare significativo il risultato raggiunto. Ora, però, si chiude una fase e se ne apre un’altra. Da questo momento vengono prima di tutto gli interessi di Avellino, una città reduce da un decennio di amministrazioni deludenti, impoverita sul piano politico, sociale e culturale, una città spenta e senza slancio, che ha bisogno di ritrovare fiducia e prospettiva.
Per questa ragione rivolgiamo un appello alla ricomposizione del tavolo del campo largo, con tutte le forze che ne fanno parte e in particolare con quelle progressiste. Serve responsabilità. Non possiamo consegnare Avellino ad altri anni di un film già visto. Dopo un percorso tortuoso nel quale siamo stati protagonisti, il momento successivo alla decisione deve essere il momento dell’unità, della serietà e della costruzione di un’alternativa credibile per la città.
Radici e Futuro