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I sindaci dell’Alta Irpinia si dicono preoccupati per la carenza di medici di base tra i 25 Comuni dell’area, diventata col tempo un’emergenza. “Nelle ultime settimane – sottolinea la presidente Rosanna Repole – molti cittadini sono alle prese con l’affannosa ricerca di un professionista a causa del pensionamento dei medici di base che assistevano l’utenza in diverse comunità. I disagi per centinaia di cittadini, costretti a spostarsi nelle realtà limitrofe per ottenere l’assistenza territoriale, risultano particolarmente gravi per l’elevato numero di anziani e soggetti fragili. E le previsioni per il futuro in termini di numero dei medici – aggiunge Repole – non sembrano incoraggianti”. A questo punto gli amministratori chiedono un intervento dell’Asl Avellino o un confronto con Via degli Imbimbo e spiegano: “Con la Dirigenza dell’Asl, che conosce bene i problemi e che sta cercando di dare delle risposte al territorio, le interlocuzioni sono continue e caratterizzate da una piena collaborazione. Come comunità stiamo sperimentando con successo il progetto del Taxi Sociale, che viene incontro ai soggetti fragili almeno dal punto di vista logistico e del trasporto. Inoltre – continua Repole – in sinergia con l’Azienda sanitaria apriranno a breve le botteghe della salute nei piccoli comuni, in grado di venire incontro alle esigenze della popolazione. Tuttavia è chiaro che questi strumenti, alla lunga, non possano essere la risoluzione al problema della carenza di medici. La medicina territoriale – si rimarca – passa in maniera prioritaria attraverso il rapporto medico di base-cittadino. Al direttore generale dell’Asl Avellino, dott.ssa Maria Concetta Conte – conclude la presidente della Città dell’Alta Irpinia – chiediamo un ulteriore sforzo per arrivare a soluzioni utili ai cittadini. Ci diciamo disponibili ad un tavolo di confronto per studiare insieme alla Direzione dell’Asl Avellino un sistema di deroghe e incentivi per favorire l’arrivo o la permanenza di professionisti in Alta Irpinia”.