BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.

coro Millennium in trasferta da Rimini

BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.

di Antonio Vecchione

Il 28 febbraio 2004 fu scritta una memorabile – e non facilmente ripetibile – pagina di storia per la nostra comunità. Abbiamo avuto il privilegio di ospitare, nella Chiesa di S. Stefano, il Coro Millennium di Rimini diretto da Guya Valmaggi, per rappresentare una straordinaria opera musicale: “L’Oratorio Sacro. Scene e voci da un martirio: Lapidazione di S. Stefano Protomartire”.

Per illustrare il significato dell’Oratorio e come nacque il progetto di collaborazione con Enzo Bocciero, baianese per DNA e formazione culturale, affermato musicista, riportiamo le riflessioni dell’autrice Marina Valmaggi, eccellente musicologa di fama internazionale e qualificata autrice di testi sacri, che ci fece il dono di offrirci in anteprima mondiale la prima di quest’opera nella nostra Chiesa: un grande onore che oggi sentiamo il dovere di ricordare.

L’ORATORIO Sacro

Scene e voci da un Martirio: Lapidazione di S. Stefano
di Marina Valmaggi e Vincenzo Bocciero

Ecco il ricordo di Marina Valmaggi:

“Una composizione non nasce mai all’improvviso: l’ispirazione ha radici profonde come quelle di una pianta, che a un certo punto, assorbito il necessario dal terreno, dà alla luce il germoglio.

Ricordo bene quando è nata l’idea di scrivere un oratorio per Santo Stefano. Ero in auto con Enzo Bocciero durante uno dei tanti viaggi per concerti. ‘Ti faccio ascoltare una cosa’, mi disse, facendo partire un CD con quattro pregevoli brani sinfonici.

Anche se si trattava di suoni campionati, mi colpirono subito positivamente. ‘Sono belli! Ma non li riconosco…’ ‘Certo, li ho scritti io’. Mi spiegò che li aveva composti per la festa del Patrono della sua città, Baiano, dove Santo Stefano si festeggia solennemente più volte durante l’anno.

Chiesi di riascoltarli, stupita perché non conoscevo questa vena nella sua creatività musicale. Alla fine dissi: ‘È un peccato che non ci sia anche un testo che colleghi questa musica al soggetto che l’ha ispirata’. ‘Non scrivo testi’, rispose Bocciero. ‘Ma io sì’, replicai.

In quel momento riemerse il desiderio, covato a lungo, di scrivere qualcosa dedicato a questo Santo. Stefano era anche il nome di un ragazzo, figlio di amici, scomparso tragicamente a 18 anni. Per commemorarlo era stata ripubblicata un’omelia di don Luigi Giussani, talmente toccante da illuminare l’evento della morte e del martirio collegando l’esistenza terrena all’eterno, come solo la Fede sa fare.

Quell’omelia e il racconto degli Atti degli Apostoli furono il serbatoio da cui attinsi il testo, con poche aggiunte personali. Scrissi le parti per trio vocale, solista e coro, inserendole armoniosamente fra i brani sinfonici.

Gli amici artisti fecero il resto, avventurandosi in un’esecuzione rischiosa, con un linguaggio musicale non adagiato sui canoni tradizionali, ma essenziale, quasi spoglio, per comunicare un evento che, nonostante due millenni di storia, è ancora vivo nella memoria del popolo, non solo di Baiano.

Fu un privilegio realizzare la prima esecuzione proprio a Baiano, il 28 febbraio 2004, con il Coro Millennium, i solisti e un complesso da camera formato da quattro flauti e due violoncelli. L’esecuzione era accompagnata dalla proiezione di scene del martirio tratte dalle opere di grandi pittori.

Tutti gli interpreti rimasero impressionati dalla calorosa accoglienza e dalla partecipazione del pubblico. Persino un piccolo evento fuori programma fece esclamare: ‘È il saluto di Santo Stefano!’. Mentre i coristi scendevano dal pullman, furono investiti da una grandinata improvvisa, con chicchi grossi come pietre. La direttrice Guya Valmaggi commentò sorridendo: ‘Bene, qui si fa sul serio!’.

Più che un concerto, fu un evento: non vi fu separazione tra interpreti e spettatori. Tutti partecipavano con il cuore alla rievocazione del martirio di un uomo giusto, cui l’arte conferiva nuova potenza evocativa.

L’oratorio fu poi eseguito in versione integrale a Milano (Università Bocconi), Bologna (Basilica di Santo Stefano), San Miniato (Cattedrale), Rimini (Chiesa del Suffragio) nell’ambito della prestigiosa Sagra Musicale Malatestiana. Proprio quella ‘prima’ a Baiano lanciò l’opera e consolidò il gruppo degli esecutori, cui si aggiunse in seguito l’Orchestra Lettimi di Rimini.”

Conclusione

Abbiamo chiesto all’autrice copia dell’opera per poterla riproporre ai fedeli baianesi e conservarla come una preziosa gemma della storia della nostra comunità. Perché certe pagine non appartengono solo al passato, ma continuano a parlare al presente con la forza della fede, dell’arte e della memoria condivisa.

BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
Silvana Acierno, Enzo Bocciero, autore delle musiche, e Marina Valmaggi, coautrice.
BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
Mons. Bruno Schettino, Vescovo di Capua
BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
Mons. Beniamino De Palma, vescovo diNola. In primo piano a sinistra Orazio Bocciero, Marina Valmaggi, Silvana Acierno, assessore.
BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
Michele Colucci premia Marina Valmaggi. Sulla sinistra Silvana Acierno
BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
Marina Valmaggi e Michele Colucci, assessore
BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
Guya Valmaggi,direttrice del coro
BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
Guya Valmaggi e il Sindaco Agostino Masi
BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
coro Millennium in trasferta da Rimini
BAIANO. Dell’altare di S. Stefano sono immagini indelebili rimaste nel profondo della nostra anima.
Antonio Vecchione consegna il cestino dono agli ospiti.