Caso Caliendo il chirurgo si difende Ho fatto il mio dovere

Caso Caliendo il chirurgo si difende Ho fatto il mio dovere

Nuovi elementi emergono sulla vicenda della morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino che avrebbe dovuto ricevere un trapianto di cuore poi risultato compromesso durante il trasporto, effettuato con ghiaccio secco.

Il caso è tornato al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni rilasciate dal chirurgo Guido Oppido, incaricato dell’intervento, intervistato dalla trasmissione “Lo stato delle cose” condotta da Massimo Giletti su Rai 3. Il medico è stato avvicinato da un giornalista fuori dalla sua abitazione e ha difeso il proprio operato, sostenendo di aver agito correttamente. Ha affermato di aver fatto tutto ciò che era nelle sue responsabilità e di non meritare il trattamento ricevuto, arrivando a definirsi una vittima della situazione.

Oppido ha anche sottolineato il proprio impegno professionale, ricordando gli anni dedicati alla chirurgia pediatrica e il numero elevato di interventi eseguiti. Ha rimandato eventuali chiarimenti più approfonditi alle sedi giudiziarie, ribadendo la sua posizione e respingendo le accuse.

Secondo alcune ricostruzioni interne, in sala operatoria sarebbero emerse criticità nella gestione dei tempi e delle procedure, in particolare riguardo alla preparazione prima dell’arrivo dell’organo. Resta inoltre aperta la questione legata al trasporto del cuore, che sarebbe stato conservato con ghiaccio secco anziché con modalità tradizionali. Su questo punto il chirurgo ha sollevato dubbi, chiedendosi se eventuali errori possano essere attribuiti ad altri passaggi della catena.

Nel frattempo, il dolore della famiglia resta fortissimo. Il padre del bambino ha raccontato con commozione il ricordo del figlio, parlando del suo sorriso e dei momenti quotidiani vissuti insieme. Ha confessato di aver avuto una sensazione negativa già prima dell’intervento e di non essere riuscito ad affrontare pienamente quei momenti difficili. Oggi esprime rabbia e sofferenza, ma anche il desiderio di mantenere viva la memoria del figlio, che continua a rappresentare per lui una forza per andare avanti.

La vicenda resta al centro delle indagini, mentre si cercano risposte chiare su quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità.