
di Francesco Piccolo
Classe 1968, 1,86 centimetri di presenza imponente, Salvatore Rega ha scritto pagine importanti del calcio mandamentale. Cresciuto nelle giovanili del CA.G.C. Avellino, dove ha percorso tutte le tappe dai Giovanissimi agli Allievi, affrontando anche tornei internazionali, ha imparato presto che la fatica e la dedizione sono il vero carburante del gioco.
Nel 1985-1986 torna a Mugnano, in quel campo di polvere, terra e sogni, e qui comincia la sua lunga storia con l’U.S.G. Carotenuto. Nel 1988-1989, sotto la guida del dottor Pietro Bianco, vince il campionato di Seconda Categoria: è la prima di una serie di vittorie costruite con sudore, cuore e intelligenza tattica.
Salvatore non è solo forza fisica: è cervello e temperamento, capace di leggere il gioco e di guidare la squadra con autorevolezza. Dopo una salvezza sofferta in Prima Categoria, arriva la svolta: il salto in Promozione. Qui, con allenatori come La Cava, Zavino e ancora Bianco, Rega si consacra come vero punto di riferimento. La stagione 1996-1997, con la vittoria del campionato, segna il momento più alto della sua carriera.
Seguono due anni in Eccellenza, dove la competizione è più dura, il ritmo più intenso, ma lui regge l’urto con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto. Fino al 2000 resta al Carotenuto, diventandone il capitano, la guida silenziosa e preziosa di una squadra e di una comunità.
Salvatore Rega era forza fisica, intelligenza tattica e cuore.
Chi ha visto giocare Salvatore non dimentica quella rimessa laterale che sapeva di magia: aveva la potenza e la traiettoria di un calcio d’angolo.
Lo diceva anche mister Pietro Bianco: «Quando Salvatore batteva la rimessa, era come se stesse calciando un corner. La palla arrivava in area con una precisione impressionante».
In mezzo al campo non alzava mai la voce, ma tutti lo seguivano.
Sapeva imporsi senza strafare, dettare i tempi, leggere il gioco con lucidità.
Era guida silenziosa, ma presente. Sempre.
Dopo il ritiro dal calcio giocato, comincia una nuova fase della sua vita: prima allenatore nella scuola calcio Polisportiva Mugnano, poi divenuta Americo Canonico, e in seguito preparatore atletico del Carotenuto. Trasferisce così la sua esperienza ai più giovani e resta al servizio della squadra che aveva guidato da capitano. Un vero leader, un modello da seguire.
Di Rega si ricorda…
…un ragazzo serio e per bene.
…un centrocampista con la testa sulle spalle.
…un capitano rispettato da tutti.
…una carriera vissuta con coerenza, passione e dedizione.
«Io sono Salvatore Rega!»
Appuntamento alla prossima puntata.