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di Michele Pellegrino Acierno
Ieri sera, scorrendo i social, mi sono imbattuto in un articolo che raccontava la bella rappresentazione teatrale tenutasi al Teatro Colosseo di Baiano. Guardando le foto di quei volti felici, mi sono soffermato su una riflessione che porto dentro da tempo: verso i miei quasi sessant’anni, ho realizzato che a Sirignano la scuola materna e la scuola media non hanno un nome, non sono intitolate a nessuno. Mentre la nostra elementare onora giustamente la memoria della maestra Rosa Finelli, gli altri nostri plessi — oggi parte dell’IC Manzoni di Mugnano del Cardinale — appaiono come luoghi privi di un’identità specifica legata alla nostra storia locale.
Da questa constatazione nasce un appello che sento di rivolgere a tutta la nostra comunità.
Le scuole non sono solo mura e aule; sono il cuore pulsante di un paese. E il cuore di una scuola, ancora prima dei programmi didattici, è composto dalle persone che vi lavorano ogni giorno. Le collaboratrici scolastiche, in particolare, sono il vero “biglietto da visita” di ogni istituto: con il loro sorriso, la loro premura e la loro pazienza, rappresentano il primo, accogliente specchio in cui i nostri figli si riflettono entrando nel mondo dell’istruzione. Le scuole hanno bisogno di riconoscimenti autentici, legati alla memoria e al cuore di chi le vive ogni giorno, piuttosto che di etichette burocratiche o definizioni fredde che rischiano di allontanare l’istituzione dalla realtà del nostro territorio.
È proprio a una figura così preziosa e vicina al cuore di chi ha frequentato le nostre aule che vorrei guardare per la nostra scuola materna: la cara Cristina Terracciano , storica bidella che tutti ricordiamo con immenso affetto. Io porto in me l’immagine di lei che, con infinita pazienza, mi correva dietro per farmi mangiare quando, alla vista del grande carrello dei pasti che avanzava dalla cucina, cercavo di scappare per il salone. Gesti semplici come i suoi, pieni di cura, hanno reso la scuola un luogo di affetti prima ancora che di nozioni; intitolare la materna a lei sarebbe un omaggio meraviglioso a chi ha cresciuto generazioni di sirignanesi.
Allo stesso modo, per il plesso della scuola media, mi piacerebbe pensare a un omaggio alla cara Professoressa Annamaria Maggi, una figura che purtroppo non è più tra noi, ma che ha lasciato un segno indelebile nel percorso formativo di tanti studenti sirignanesi.
Ricordo ancora, con una punta di nostalgia, quando la nostra scuola media apparteneva al prestigioso Istituto Parini di Baiano. Oggi, con il passaggio sotto la gestione di Mugnano del Cardinale, abbiamo il diritto e il dovere di rivendicare l’identità sirignanese dei nostri plessi scolastici. È importante ricordare che la legge consente ai singoli plessi, pur appartenendo a un Istituto Comprensivo, di avere una propria intitolazione specifica. La procedura, che richiede una delibera del Consiglio di Istituto, il parere favorevole dell’amministrazione comunale (proprietaria degli edifici) e l’autorizzazione finale della Prefettura, è il percorso formale da intraprendere per dare finalmente un volto ai nostri edifici scolastici.
Il mio appello alle autorità locali:
Chiedo con forza all’amministrazione comunale di Sirignano di avviare un percorso partecipativo. Invitiamo i cittadini a proporre nomi di figure che hanno dato lustro o hanno rappresentato un esempio positivo per il nostro paese. Trasformiamo le nostre scuole in luoghi che non solo insegnano, ma che raccontano la storia e i valori di chi ci ha preceduto.
Diamo un nome ai nostri plessi. Diamo alla nostra comunità un simbolo di cui andare fieri.
