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di Nando Silvestri
Se, da una parte la moneta elettronica intensifica le transazioni e aumenta la velocità di circolazione della moneta, dall’altra ne incrementa oneri e costi nascosti. Pagare con il bancomat significa attribuire al venditore un duplice obbligo di versamento di commissioni, tanto alla banca dell’esercente (adquirer) quanto a quella del compratore (issuer). Il risultato e’ che per favorire gli utili di Visa, Mastercard e PagoBancomat occorre che i venditori si rivalgano sul prezzo finale di vendita da caricare su consumatori e clienti, a prescindere dallo strumento usato per i loro pagamenti nti. Se i prezzi vmgonp ritoccati, i loro incrementi vengono condivisi da tutti i venditori dando vita ad una inflazione da costi che si va a sommare a quella di altra natura. In tal modo gli aumenti di prezzo imposto silenziosamente ai consumatori diventano strutturali, ossia fanno tacitamente parte del sistema economico. Ma il bancomat e il registratore di cassa di un venditore viaggiano nella stessa direzione dal primo gennaio 2026: ciò significa che da quella data il venditore non può più concedere sconti e riduzioni ai clienti più fidelizzati perché non può più nascondere nulla al fisco che già grava in modo non indifferente sul proprio reddito. Sembra eccessivo ma non lo e’; le opportunità di praticare scontistiche e prelazioni innalzano la fiducia e le relazioni fra clienti esercenti e fornitori stimolando acquisti, approvvigionamenti e vendite. Le spinte silenziose verso l’alto dei prezzi non generano solo effetti microeconomici (riduzione della domanda e perdita di potere di acquisto), ma anche conseguenze sul debito pubblico. Difatti l’inflazioneimplementa gli interessi passivi sul debito nuovo e spalma i nuovi oneri sui contribuenti attraverso la crescita della tassazione. In un contesto come quello campano e quello irpino dove si produce meno ricchezza la diffidenza nei confronti della moneta elettronica e la preferenza per il denaro contante (cash) rappresentano una condizione ineluttabile e, talvolta salvifica per molti versi al tempo medesimo . L’ impalpabilità del denaro elettronico e’ associata spesso alle truffe che brulicano nelle nuove tendenze tecnologiche della rete. Del resto, in Irpinia il ricordo del crack di Banca Popolare di Bari (2015-2019), che ha comportato perdite ingenti per obbligazionisti, correntisti e azionisti, si e’ insinuato nel DNA di molte persone che ancora credono nel valore del sacrificio. Tutto ciò che si nasconde dietro l’ astrazione e la onerosità delle prestazioni innesca, dunque, la necessità di prudenza e un pizzico di sana sfiducia di fondo in tutte le popolazioni che devono barcamenarsi fra precarietà , mancanza di garanzie istituzionali e problematiche tecnologiche insormontabili per i più anziani. A volte la sfiducia e’ una silenziosa manifestazione di protesta che tutela interessi ed esigenze di sopravvivenza che il progresso ha subordinato al tornaconto dei potentati economici mondiali.