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Nelle suggestive Basiliche Paleocristiane di Cimitile si è svolto un evento di grande valore culturale e spirituale che ha sancito il ritorno alle origini della Cartapesta Nolana, antica espressione artistica profondamente legata alla storia e alla devozione del territorio nolano.
La presentazione della mostra “La Cartapesta Nolana e il Santuario di Felice e Paolino” ha offerto al numeroso pubblico presente un percorso espositivo capace di raccontare il profondo legame tra arte, sacralità e identità locale. Un dialogo naturale che richiama le antiche festività dedicate a San Paolino, quando il sacro primeggiava e le macchine votive erano interamente rivestite di cartapesta.
La scelta del luogo non è casuale: proprio a Cimitile, San Paolino, attratto dalla santità di San Felice in Pincis, intraprese un cammino di profonda spiritualità e carità, rendendo le Basiliche uno spazio simbolico di incontro tra fede e arte.
Nel corso dell’iniziativa, il Consorzio della Cartapesta Nolana ha riaffermato l’autonomia espressiva di questa antica arte, capace di rinnovarsi senza perdere la propria preziosità artigianale. Dalle celebri macchine dei Gigli di Nola all’arte sacra, fino a oggetti di design contemporaneo, la cartapesta si conferma linguaggio artistico trasversale, in grado di attraversare epoche e significati.
Al termine dell’incontro, il Consorzio ha donato all’On. Massimiliano Manfredi, Presidente del Consiglio Regionale della Campania, un’opera realizzata dal Maestro Paolino Scotta: una raffinata scultura in cartapesta raffigurante la Madonna Assunta, custodita nella Cattedrale di Nola e risalente all’Ottocento. Si tratta dell’opera in cartapesta più antica e preziosa posseduta da Nola, divenuta nel tempo simbolo identitario del Consorzio.
Il convegno inaugurale, promosso dalla Fondazione Premio Cimitile e dal Consorzio della Cartapesta Nolana, ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali e culturali, confermando il ruolo centrale di questa tradizione come patrimonio vivo e in continua evoluzione.
La mostra, inaugurata ufficialmente e visitabile fino al 1° febbraio 2026, rappresenta un tassello prezioso della storia della Chiesa cattolica e della tradizione nolana, offrendo al visitatore un’esperienza in cui sacro, profano, folklore e dimensione fiabesca convivono armoniosamente, dialogando con la bellezza senza tempo delle Basiliche Paleocristiane.