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Increduli, sbigottiti, nauseati sono i cittadini di Forino che ormai da sette giorni consecutivi corrono e rincorrono le ore e i minuti, guardando imperterriti la collina di San Nicola, la quale, pezzo dopo pezzo, sta andando in cenere.
Da lunedì 20 il fuoco non dà tregua, tra spegnimenti e ripartenze che ormai stanno allarmando, e non poco, la popolazione, la quale, per quello che sta potendo fare, si sta prodigando con botti e autobotti, dando man forte alla Comunità Montana e ai Vigili del Fuoco, che accorrono ormai giornalmente a Forino.
Una situazione, a dire di tutta la popolazione, divenuta fantasmatica e paradossale, dove ogni giorno si devono osservare scorci di quel bel paesaggio verde essere minacciati e consumati dalle fiamme. Con esso anche il Santuario di San Nicola, patrimonio storico dell’anno 1000, che, per fortuna, grazie al coraggio di tanti cittadini, è scampato alle fiamme.
Tanti si stanno domandando fin dove e fino a quando ci si possa spingere in questa storia e chi debba fare e tutelare, con gli strumenti consentiti dalla legge, questo bene paesaggistico, storico e religioso.
Chi deve e ha il potere di imporre, dopo sette giorni, una linea dura, ferrea e fissa, con presìdi delle autorità e forze antincendio stabili nei tornanti di quel luogo, dove chissà cosa sta accadendo ormai da sette giorni? Piromane? Ripartenze improvvise del fuoco?
Certamente, ormai, alla popolazione queste risposte le deve dare chi di competenza, a tutti i livelli istituzionali, e non certo i cittadini che, in questi frangenti, sono stati già tanto eroici protagonisti di una vicenda che ormai inizia davvero a stufare tutti.


