Comiziano, botta e risposta tra Azione Cattolica e parroco. Attività sospese, scoppia il confronto sui locali parrocchiali

Comiziano, botta e risposta tra Azione Cattolica e parroco. Attività sospese, scoppia il confronto sui locali parrocchiali

COMIZIANO – Si accende il dibattito a Comiziano dopo la decisione dell’Azione Cattolica Comiziano di sospendere tutte le attività. Una scelta comunicata attraverso i social e motivata, secondo il gruppo, dalla mancanza di spazi adeguati a seguito della decisione del parroco di destinare i locali utilizzati ad altre necessità.

Nel messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook, l’associazione parla apertamente di difficoltà organizzative che non consentirebbero più di svolgere le attività “Tale scelta è conseguenza delle attuali condizioni organizzative, in particolare della mancanza di spazi adeguati, venutasi a creare a seguito della scelta del parroco di destinare i locali finora utilizzati ad altre necessità”, aggiungendo anche un passaggio significativo: “Non ci sentiamo per il momento più a casa”. Parole che hanno immediatamente suscitato reazioni e commenti nella comunità locale.

La replica del parroco

Alla posizione dell’Azione Cattolica ha fatto seguito la replica del parroco, intervenuto nei commenti social per chiarire la propria versione dei fatti. Il sacerdote ha sottolineato la necessità di ascoltare entrambe le parti, invitando a una ricostruzione completa della vicenda:

“Si deve sentire sempre le due campane. Bisogna essere corretti e rispettosi nel dire tutta la vicenda e non quello che conviene”.

Il parroco ha inoltre precisato che la riorganizzazione degli spazi non sarebbe avvenuta senza alternative, contestando anche alcuni termini utilizzati nel dibattito:

“Avevo provveduto i locali e lo ‘sfratto’ – termine assai inappropriato – non era stato fatto senza provvedere i locali”.

Infine, ha evidenziato come non vi sia stato, a suo dire, un confronto diretto: “A quanto pare nessuno si sia confrontato con me che sono il parroco”.

Il confronto ha rapidamente coinvolto anche cittadini e fedeli. Tra i commenti emerge l’invito al dialogo e alla mediazione, considerata l’unica strada percorribile per ricomporre la situazione.

Alcuni interventi sottolineano proprio questo aspetto:

“È giusto sentire tutto prima di dare sentenze. Il dialogo è l’unica arma lecita che dev’essere utilizzata da ambo le parti”.

Un richiamo forte a evitare divisioni in un contesto, quello parrocchiale, che dovrebbe favorire inclusione e condivisione.

La vicenda evidenzia una frattura interna che va oltre la semplice questione logistica. Da un lato, l’Azione Cattolica rivendica spazi e condizioni adeguate per portare avanti attività educative e formative; dall’altro, il parroco difende scelte organizzative e chiede un confronto diretto.

Al momento, le attività restano sospese, ma dalle stesse parole dell’associazione emerge la speranza che si tratti solo di un arrivederci.

La partita, ora, si gioca tutta sul dialogo.