MUGNANO. Mai d‘Argento 2026, itinerari in flash back- Il culto arboreo… made in Baiano e la pregiata versione poetico-canora

MUGNANO. Mai d‘Argento  2026, itinerari in flash back  Il culto arboreo... made in Baiano e la pregiata versione poetico canora

Splendida performance di Carmine Montella e Carlo Aciernocon i briosi ritmi e le vivaci tonalità di Stefanì, larioso e coinvolgente inno popolare di Agostino Masi e Michele Maiella

 di Gianni Amodeo   

Ricca e variegata la rapsodia, che ha scandito  il Premio Galante ColucciPio Stefanelli, approdato alla settima edizione,  alla luce della rassegna degli elaborati e delle produzioni, che hanno superato il vaglio delle commissioni di valutazione dei singoli Istituti partecipanti con le rispettive comunità studentesche, per accedere al conferimento dei Mai dArgento, edizione 2025 \ 26. Una cerimonia ben partecipata, condotta da Carlo Melissa,  – all’insegna dei legami intergenerazionali, secondo lo spirito fondante della kermesse, rendendo onore ed omaggio,tuttavia e in via primaria,  alla creatività, alla dedizione allo studio  e allo spirito operativo delle ragazze e dei ragazzi che frequentano gli Istituti comprensivi, i Licei e gli Istituti superiori  del territorio,- svoltasi nell’accogliente e ben funzionate struttura del Piano intercomunale dei servizi socioassistenziali, in via Campo.

                   E sulle tracce dell’interessante  sperimentazione, praticata dai ragazzi e dalle ragazze del  Laboratorio di bio-tecnologia del Liceo classico statale Carducci  per la produzione della bioplastica alternativa con..scarti vegetali, in grado di de-comporsi in atmosfera, ecco un bel rimbalzo, di tutt’altro genere e natura, verso il culto del Maio, così come si osserva nelle MUGNANO. Mai d‘Argento  2026, itinerari in flash back  Il culto arboreo... made in Baiano e la pregiata versione poetico canoraritualità che connotano la Festività del Santo Natale, a Baiano. E’ il rimbalzo poetico in lingua italiana, che si deve a Carmine Montella, per raccontare il rito arboreo e il suo incrociarsi con l’omaggio a Santo Stefano, protomartire della cristianità e patrono della piccola comunità locale. I versi di eccellente ispirazione e composizione sono di Montella, elegante e puntuale nella dizione, mentre la voce ..cantante – per gli intermezzi, in cristallino dialetto napoletano con le cadenze in spiccata accentuazione proprie del versante della Valle dellAlto Clanio,-  si deve al dinamico Carlo Acierno, Un duetto, presentato da Filomeno Caruso, da applausi a scena aperta, facendo ri-vivere le tonalità e e le sonorità d’accompagnamento del popolare e popolaresco inno Stefanì, composto, oltre un secolo fa, da Agostino Masi, titolare della farmacia cittadina, con musica del Maestro compositore, Michele Maiella. E sono versi, quelli del popolare e popolaresco inno proMaio che evocano..alla lontana il celebre carme dedicato da Catullo all’amata e prediletta Lesbia..dei mille basiorum che..diventano nellinno  di don Agostino.. ‘nu vaso, ‘n’ato vaso ‘a pizzichillo..

          Stefanì come ..Lesbia di qualche millennio fa..    

 

Natale a Baiano

Nasce a mezzanotte nella capanna dei Vesuni
il Bambino Gesù.
Ai suoi piedi si inginocchia
chi ha fede e prega.
Va per le vie del paese e porta amore
coi canti antichi e i botti di fuoco
fino in chiesa da Suo Padre
ai piedi dell’altare.

“Da luntano sò turnato, pe dà pace a chesta vita,
a sta terra calamita che m’ attira comme a che.”

È l’alba. Un rintocco di campane

nei cuori mette gioia. È Natale!

C’è la messa in chiesa e poi il Maio.
“Cu na fede dint’ ‘o core sò venuto a stu Natale
ch’ è rimasto tale e quale comme a tanto tiempo fa!”

 A colpi d’ascia nel bosco di Arciano
s’abbatte l’albero più bello
tra lo scròscio di mani in festa
ed il rullo di euforici tamburi.

Nel tripudio vien giù il Maio

trainato dalla fede delle braccia

e tra i canti in coro della tradizione

al Santo Protettor si offre.

Sarrà accussì, oi Stefanì, e ntringhete damme nu vaso;
eh sì, nu vaso e n’ ato vaso, a pizzechìllo, oi Stefanì.

Un’ebbrezza nuova riempie l’anima
e dal viso  lacrime di gioia esplodono.

Incontri di generazioni in un vortice
si abbracciano senza titoli né allori.

Dal passato riecheggiano emozioni
e verso il futuro si aprono ai figli
tra spari di carabine e tracchi liberatori.

“Fatto apposta è stu Natale tutto gioie e sentimente,
ca si gire ‘o cuntinento, nun ‘o truove comme a ccà.”

Come dono di speranza maestoso s’erge il Maio
alto, bello e forte come un padre

con il sole o con la pioggia
con il vento o il sereno
per la gloria di Santo Stefano.

“Stu Natale è festa nosta che te scete pure ‘e sante,
mette ‘a freva a tutte quante dint’ ‘e vene pe cantà.”

Il fuoco della festa ai piedi del castagno

nei cuori scioglie il ghiaccio
nel giorno dell’amore collettivo.

Lentamente si consuma ‘o fucarone
con i balli e il delirio della festa.

“Sott’ ‘o braccio a core a core, mbriacate ‘e sta passione
ce ne jammo ô fucarone chesta sera, oi Stefanì.”


Un sogno ognuno alimenta
per il domani nuovo senza mali!

C’è chi prega, c’è chi spera,
c’è chi piange, chi sorride
e c’è il Santo che tutti abbraccia!
                    “E là nnanze a chillu fuoco io te giuro tutt’ ‘o bene,
tutt’ âmmore che me vene da stu core mio pe te.”

                     E viene sì, oi Stefanì, e ntringhete damme nu vaso
eh sì, nu vaso e n’ ato vaso, a pizzechillo, oi Stefanì.

MUGNANO. Mai d‘Argento  2026, itinerari in flash back  Il culto arboreo... made in Baiano e la pregiata versione poetico canora MUGNANO. Mai d‘Argento  2026, itinerari in flash back  Il culto arboreo... made in Baiano e la pregiata versione poetico canora MUGNANO. Mai d‘Argento  2026, itinerari in flash back  Il culto arboreo... made in Baiano e la pregiata versione poetico canora