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Un appello forte, dettagliato e sottoscritto da 439 cittadini dei Comuni di Tufino, Casamarciano, Comiziano e Visciano. Al centro della petizione, inviata al presidente della Regione Campania Roberto Fico e agli assessori competenti, la richiesta di interventi immediati per garantire una corretta coltivazione della cava calcarea situata in località Olivella, nel territorio di Casamarciano, a ridosso della frazione Schiava e in prossimità delle ex discariche Paenzano 1 e 2 e dell’impianto Stir di Tufino.
“Norme disattese e impatto ambientale devastante”
Nel documento i firmatari denunciano che l’attività estrattiva, attiva da decenni, non rispetterebbe le prescrizioni del Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE) del 2006. In particolare, vengono richiamati articoli relativi a tipologie di coltivazione, riduzione dell’impatto acustico e atmosferico, geometria delle scarpate e criteri di ricomposizione ambientale.
Secondo i cittadini, l’escavazione avrebbe comportato uno “sventramento” del complesso collinare che si estende tra Olivella e Paenzano, con un impatto visivo ed ecologico definito grave e irreversibile. Viene evidenziata l’assenza di gradonature e raccordi morfologici previsti dalla normativa, indispensabili per un graduale recupero ambientale del sito.
Le preoccupazioni per la salute
Tra i punti più delicati della petizione vi è la questione sanitaria. I residenti della frazione Schiava segnalano la presenza quotidiana di polveri sottili e rumori legati alle attività estrattive, con potenziali ricadute sulla salute pubblica.
Nel testo si richiama un monitoraggio effettuato nei primi anni Duemila da Arpac e Sogin, disposto all’epoca dalla Regione Campania, che avrebbe evidenziato livelli significativi di polverosità (PM10 e PM2,5) riconducibili all’attività estrattiva e la necessità di ulteriori approfondimenti, inclusa un’analisi del rischio sanitario. Secondo i firmatari, tali indicazioni non avrebbero avuto seguito.
La richiesta alla Regione
La petizione è stata indirizzata, oltre che al presidente Fico, anche all’assessore alle Attività Produttive Fulvio Bonavitacola, all’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro e all’assessore alla Sanità. I cittadini chiedono un intervento coordinato per verificare il rispetto delle norme, attivare controlli, eventuali sanzioni e valutare se sussistano le condizioni per limitare o interrompere l’attività estrattiva.
Un territorio già provato
La cava insiste in un’area che in passato ha ospitato discariche e oggi accoglie un impianto di trattamento rifiuti. Proprio questa contiguità alimenta ulteriori timori tra i residenti, che parlano di un territorio già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale.
I firmatari confidano in un riscontro istituzionale e nella massima attenzione degli organi competenti, affinché venga garantita la tutela del paesaggio e soprattutto della salute pubblica.
La vicenda riaccende il dibattito sulla gestione delle attività estrattive in Campania e sulla necessità di un equilibrio tra sviluppo economico, rispetto delle normative e salvaguardia dell’ambiente.