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di Gianni Amodeo
Un viaggio di intensa, serena e rasserenante ri–scoperta di sé e del proprio mondo, immergendosi nella polifonia dei versi che fanno librare mille avvolgenti suggestioni, con cui pulsano e si trasfigurano, in pari sintonia e vigore d’impulso, i tanti profili della natura nelle loro multiformi dimensioni ed essenze. Ed è la limpida modalità, che suscita ed irradia l’ammaliante e grazioso fascino, a cui corrispondono in sistemica correlazione i sincopati ritmi, che attraversano e connotano tutte le forme viventi, nel costituirsi delle loro distinte e peculiari singolarità per ordine e specie in classificazione di umana convenzione..
E’ un viaggio speciale che corre tra gli intimi sentimenti dell’anima e i riverberi di pensiero, così come si generano e compongono in autentica pregnanza di valore sullo schermo della realtà concreta e viva, dandone una lettura approfondita ed una visione ampia, che concorrono a far da bussola d’orientamento e guida nel composito viluppo dell’esistente spesso inestricabile. Bussola e guida irrinunciabili e proficue, nel far vivere il rapporto diretto e di conoscenza con le altrui concezioni e esperienze, innescando ed alimentando l’interattiva circolarità che commisura l’io al noi, basilare ancora ed irrinunciabile sostegno di vita, a fronte della somma finitezza e fragilità dell’umana condizione, per se stessa caduca ed effimera.
E’ il viaggio che Maria Rosaria Di Rienzo racconta con spigliata disinvoltura e limpida chiarezza di linguaggio nell’agile silloge di ariose e stilizzate composizioni, intitolata DA SEMPRE La musica della parola, con progetto grafico e di redazione curato da Giuseppe Piccinno, e pubblicata, in carta patinata, dall’Editrice domenicana italiana, con sede a Napoli. Ed è il linguaggio dell’armonia musicale, quello di Maria Rosaria Di Rienzo, che fa dell’ essenzialità la precipua cifra distintiva e significante del verseggiare, quasi echeggiando nell’ispirazione gli eleganti e vividi slanci degli idilli e del bucolico sentire che ben s’incontrano negli squarci della splendida lirica greca classica, così come traspaiono e vivono nel nitore dei versi di Teocrito. Una cifra di essenzialità, di cui si rende un saggio di autentica e verace testimonianza, scorrendo le tre strofe di Andiamo ai campi, con la trascrizione integrale che segue..
Prendi la mia mano \ andiamo insieme ai campi, \ riprenderemo un’ape \ che succhia il cuore a un fiore \ le nostre ombre vicine \ coglieremo su un prato \ di quadrifogli \ e i colori del mare \ che giocano col sole … Conosceremo gli alberi \ compagni di viaggio, \ ne faremo acquarelli \ pieni di gioia e di malinconia … Prendi la mia mano \ se vivremo in pace \ ti insegnerò a fissare \ su di un velo d’argento \ i sogni più belli della vita … E’ il panneggio dell’essenzialità che scarnifica la materia, facendo incontrare, come in.. un’agorà, l’ape, simbolo sovrano ed unico di laboriosità e creatività, i bei e rari quadrifogli, prodigio di gentilezza, i cangianti colori del mare, il sole – il grande ed inesausto generatore di vita-, e gli acquarelli che nella varietà dei colori, figure e linee trasmettono la genuinità dell’arte pittorica negli albori del suo farsi..
E’ la stessa essenzialità che pervade di sé le composizioni di genere naturalistico– paesaggistico, incorporando il caldo omaggio e il doveroso onore reso alla ruralità, qual è stata in un mondo ormai svanito. Ne fa da specchio riflettente la gamma di altre composizioni, ben degne di menzione particolare, tra cui La mia collina..su cui volavano colorati aquiloni.. a cui appartiene, in affettuosa e permanente simbiosi integrale, la spensierata infanzia dell’autrice, includendo il ..il gioioso approdo ai Gigli di campo e ad Anche tu chicco di grano. Sono visioni, che corrispondono a quel gioiello di amabilità descrittiva, cesellato con solare finezza, ne Il borgo, dalla vita rianimata nel verseggiare evocativo di Maria Rosaria Di Rienzo, facendo percepire in filigrana nostalgie e rimpianti, con cui se ne accentua il fascino. Ed eccolo, Il borgo – simile a tanti altri borghi, che costellano colline e monti del Bel Paese,- inquadrato dall’immaginario obiettivo che ne scruta la diffusa sobrietà di ambienti, case, piazze e stradine. E’ Il borgo, emblema di un ieri lontano e smarrito che nulla più dice ai nostri giorni, che si lasciano attanagliare dalla spirale dell’oblio … Ha il tetto ricoperto \ da vecchi embrici, \ pareti rivestite a tratti \ da muschi verdi.\… La scala della casa \ all’ interno è di legno,\ il legno da sempre \ amico dell’ uomo, \ il legno non dimentico del bosco.\… Pochi gradini scendono \ alla piccola piazza, \ caldi di sole a sera \ per raccontarsi ancora \ piccole storie …
Sono incastri di virtuosa originalità, in cui la poetessa colloca l’afflato della spirituale trascendenza religiosa, delineandolo nei versi che punteggiano e scandiscono con profonda sensibilità l’ultima strofa di Un Altare .. E’ questa la corona d’ oro \ che Dio promette ai giusti, \ tutti i tuoi giorni \ sono sbocciati all’improvviso, \ in una sola fioritura \ ghirlanda di luce bella, \ come la prima alba sul mondo … E risaltano nella stessa atmosfera di orante raccoglimento i versi di Lui solo, che narrano l’universalità amorevole di Francesco d’Assisi.. E torna del tutto significativo, condividerne alcuni sprazzi di eloquente densità espressiva … Alla tua prima alba, \ hai visto prati verdi \ bianchi agnelli belavano \ uomini ti guardavano \ con occhi grandi e lucidi, \ usi a scrutare il cielo. \ Hai amato subito \ questa meravigliosa terra.\… Francesco, lui solo, ha capito.\ Ha parlato agli uccelli, \ ha accarezzato il lupo.\ Folle il cuore di gioia \ ha cantato la luna, \ le stelle, il sole, il vento, \ belli come la morte \ che respira nella nuda terra …
Si avverte nei passaggi, appena configurati, il pregio della silloge DA SEMPRE La musica della parola, specchio della poesia di Maria Rosaria di Rienzo, donna e madre, con lungo percorso di docente sia di Materie letterarie che di Filosofia negli Istituti superiori e nei Licei statali, a Napoli ed Avellino. Una triplice dimensione di operosità, che Maria Rosaria di Rienzo traduce nell’attiva partecipazione alla vita sociale, con interventi in pubblici convegni di studio e per la presentazione di libri e testi di saggistica varia.
Di pregevole fattura nella silloge, il corredo delle illustrazioni a tema, aderenti ai contenuti espressi nelle composizioni. Un ottimo lavoro, curato nei dettagli da Fabio Festa, docente di Storia d’Arte nei Licei statali, a Roma. Una preziosità che arricchisce il valore culturale ed estetico dell’opera di Maria Rosaria Di Rienzo.
Un’opera che si legge. E si fa leggere, per la sensibilità emotiva da cui è intessuta, per dischiudersi verso orizzonti che la fantasia disegna senza fine. E per lo spirito di riflessione che fa alitare, costituendone il sostanziale tratto identificativo.
