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Chiusa con successo la programmazione 2014–2022. L’assessore regionale Maria Carmela Serluca: “Un risultato che premia la buona amministrazione e sostiene concretamente le aree rurali”
La Regione Campania chiude il Programma di Sviluppo Rurale 2014–2022 con un risultato di assoluto rilievo, raggiungendo un livello di spesa delle risorse FEASR superiore al 99,93%. Un dato che certifica il pieno utilizzo dei fondi europei destinati all’agricoltura e allo sviluppo delle aree rurali, evitando il rischio di disimpegno e trasformando le risorse comunitarie in interventi concreti sul territorio.
A comunicarlo è l’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, che evidenzia come il risultato non rappresenti soltanto una percentuale, ma un indicatore chiaro di efficienza amministrativa. La capacità di spesa, infatti, è un elemento centrale della gestione politico-istituzionale e costituisce il presupposto fondamentale per generare crescita economica, occupazione e coesione sociale nelle zone rurali.
Il traguardo raggiunto testimonia l’efficacia della macchina regionale nella programmazione, gestione e rendicontazione dei fondi europei, garantendo un sostegno concreto alle imprese agricole, alle filiere produttive e alle comunità locali, in un settore strategico per l’economia campana.
Archiviata positivamente la programmazione 2014–2022, lo sguardo è ora rivolto al nuovo ciclo del CSR 2023–2027, che potrà contare su oltre 1,25 miliardi di euro e 37 interventi. Le risorse saranno distribuite in modo equilibrato, con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale (circa il 35%), agli investimenti (27%) e alla cooperazione e consulenza (19%), senza trascurare il sostegno alle aree più fragili e il ricambio generazionale.
Un nuovo percorso che punta a rendere l’agricoltura campana sempre più innovativa, resiliente e competitiva. Come sottolineato dall’assessore Serluca, ogni euro speso in modo efficace diventa un’opportunità concreta per chi produce, investe e vive quotidianamente il territorio, nella prospettiva di una Campania agricola più forte e pienamente valorizzata.