NOLA. Area nolana nel passato il senso del futuro. Convegno di studio, promosso ed organizzato dall’Archeoclub nel seminario vescovile

NOLA. Area nolana nel passato il senso del futuro. Convegno di studio, promosso ed organizzato dall’Archeoclub nel seminario vescovile

di Rosa D’Ambra

Valorizzazione del patrimonio artistico-culturale, investimento nelle attività di restauro, maggiore interessamento da parte dei giovani alla scoperta delle proprie origini: queste le tematiche trattate al convegno svoltosi nel monumentale complesso del Seminario Vescovile di Nola, terra di arte, storia e cultura, dotata di un patrimonio artistico che esige un’oculata osservazione, comprensione e rivalutazione. Un folto pubblico, carico di curiosità e di attese, è stato accolto e accompagnato dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero “C. Russo” nell’ Aula Magna dove si è tenuto l’incontro.

Protagonisti del dibattito: la prof.ssa Flora Nappi, presidente dell’Archeoclub di Nola, nonché moderatrice dell’evento, l’avv. Geremia Biancardi, Sindaco di Nola, Don Lino D’Onofrio, vicario della diocesi di Nola, l’archeologo Antonio De Simone e il dott. Mario Cesarano, funzionario archeologo con competenza sul territorio nolano per la “Soprintendenza-archeologica-Campania” che, grazie alle sue spiccate qualità di studioso, testate non solo sul territorio campano ma anche emiliano, ha relazionato in merito alle ultime scoperte sul territorio nolano insieme al suo attivo team di archeologi.

A dare inizio all’evento due interventi degli studenti dell’I.T.C.G. “Masullo Theti” di Nola” Antonio De Maria, vincitore della prima edizione del progetto “Studenti Ciceroni” presso il Museo Archeologico di Nola, e Fabio Orfano partecipe della stessa esperienza. Il progetto ha visto alternarsi nel ruolo di guida i ragazzi di diverse scuole dell’hinterland che hanno raccontato tra storia, mito ed arte la grandezza della nostra terra a gruppi di visitatori numerosi ed esterrefatti.

Entrambi gli studenti hanno ringraziato i promotori del progetto: il direttivo, la presidente dell’Archeoclub di Nola Flora Nappi e l’archeologo formatore Mario Cesarano per aver offerto ai ragazzi la possibilità di conoscere la grandezza della propria terra e di essere protagonisti della divulgazione della sua storia.

A seguire l’intervento del Sindaco di Nola che ha sottolineato l’importanza dello stretto rapporto dell’amministrazione nolana con le associazioni dedite alla promozione del patrimonio della città e al suo restauro, con particolare attenzione al ruolo degli imprenditori sempre più propensi all’apertura e alla valorizzazione del territorio, in una prospettiva di sintesi degli interessi, quali la valorizzazione dei beni della città e l’assicurazione della fruizione dei servizi alla collettività.

Ciò che ha suscitato scalpore e meraviglia è stata la varietà della composizione della platea – ha ribadito Don Lino – vista la presenza all’evento di studenti, ricercatori, professori, dirigenti, cittadini, segno di un ampliamento del bacino culturale e di una maggiore consapevolezza nella rivalutazione del territorio nolano. Ampliamento da perfezionare non solo attraverso uno scambio di conoscenze nell’ambito del territorio, ma anche e soprattutto attraverso un coinvolgimento “transnazionale” di ricercatori e studenti presenti in altre parti del mondo che possiedono materiali della ricca cittadina di Nola, al fine di una “riappropriazione culturale” delle nostre radici.

La tutela del patrimonio storico e artistico è un diritto costituzionalmente sancito- ha osservato il prof Antonio De Simone – che può avere attuazione soltanto attraverso un procedimento di snellimento legislativo, onde rendere più chiara la materia e affinché sia recepita la necessità di qualche rinuncia da parte dei cittadini in virtù di un interesse preminente: la conoscenza della propria identità culturale.

E’ questa la chiave di tutto: “Conoscere le ricchezze del nostro territorio ai fini della formazione di una coscienza forte e rispettosa della realtà che ci circonda poiché la cura dei grandi parchi, del centro storico, delle zone culturalmente significative del nostro territorio sono lo specchio della nostra civiltà”.

LA VALORIZZAZIONE DELL’ANFITEATRO LATERIZIO. OBIETTIVO SULLA COSTITUZIONE DI UN CROWDFUNDING 

In questa direzione la proposta dell’Archeoclub, di una sua socia in particolare, la prof.ssa Caterina De Sena, che ha suggerito la costituzione di un crowdfunding per finanziare lo scavo dell’Anfiteatro Laterizio, uno dei monumenti più importanti dell’Italia Romana, riportato alla luce solo in parte, anche grazie al contributo degli studenti del Liceo classico “G. Carducci” di Nola. Un modo per coinvolgere l’intera cittadinanza nella scoperta della grande bellezza della nostra terra.

Una proiezione di immagini di straordinari reperti ha fatto da sfondo all’intervento dell’archeologo Mario Cesarano che ha sottolineato l’eccezionale ricchezza culturale dell’antica Nola dovuta all’influsso di grandi civiltà del passato, da quella greca al popolo etrusco, ai Romani. Un filmato, realizzato anche con l’apporto degli allievi delle scuole medie “Merliano” e “Giordano Bruno” di Nola, ha sottolineato ancora una volta l’attenzione rivolta da Mario Cesarano e dal direttivo dell’Archeoclub a giovani e giovanissimi, coinvolti nelle varie fasi di valorizzazione dei beni archeologici di Nola, dalla scoperta alla divulgazione.

L’attività di scavo restituisce l’immagine di un territorio connotato dalla mutevolezza degli interessi culturali, di usi e costumi susseguitisi nel tempo, ma particolarmente segnato dall’influsso greco. A testimonianza della totale adesione culturale della cittadina di Nola alla civiltà greca la scoperta di uno scheletro di un ragazzo, probabilmente un atleta, in una tomba piena di vasi per unguenti risalenti al periodo degli scambi con Atene, il ritrovamento di un pozzo con all’interno dei frammenti di materiali ellenistici.

Ma ancora più straordinario- ha commentato l’archeologo-la scoperta di una tomba “inusuale” di 12 mq colma di vasi, coppe e coltelli e i resti di due cani sgozzati forse durante un sacrificio funerario, come già testimoniato dall’Iliade, segno dell’alto rango del defunto.

Scoperte eccezionali, frutto di dedizione, passione e lavoro da parte del team degli archeologi nolani che tendono alla ricostruzione delle nostre radici, così come ha affermato Mario Cesarano ricordando una citazione di Juan Goytislo: “Abbiamo sentito parlare delle radici delle nostre società e delle comunità storiche [..] Ma l’uomo non è un albero. Non ha radici, ha piedi, cammina.”

Camminare, nell’accezione dell’archeologo Mario Cesarano, non rappresenta un movimento corporeo acritico ed inconsapevole delle proprie radici, ma significa aprirsi culturalmente alla scoperta di nuovi patrimoni con la consapevolezza della propria identità.