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Bocciato in Consiglio comunale il taglio dei consiglieri delle dieci Municipalità di Napoli. L’aula ha detto no alla delibera che avrebbe ridotto i costi della politica nei parlamentini locali, lievitati fino a 7 milioni di euro nel 2024. I consiglieri municipali resteranno dunque 30 per ciascuna Municipalità e non scenderanno a 24, come previsto dalla modifica allo Statuto del Comune proposta dalla giunta del sindaco Gaetano Manfredi. Respinta anche l’ipotesi di dimezzare il numero degli assessori municipali, che sarebbero passati da quattro a due.
Nella seduta odierna, 22 gennaio, l’assemblea cittadina ha bocciato l’allegato A della delibera 224, relativo alla parte statutaria della delibera 450, approvata solo parzialmente lo scorso 30 dicembre. A votare contro la riduzione dei consiglieri municipali sono stati sia esponenti della maggioranza sia dell’opposizione: 24 consiglieri su 27 presenti. Unici voti favorevoli quelli di Nino Simeone e Domenico Palmieri (Riformisti e Democratici) e di Toti Lange (gruppo misto).
Nel dibattito, molti consiglieri hanno sottolineato la necessità di una riforma organica delle Municipalità, ribadendo però che il contenimento dei costi non può tradursi in una riduzione delle competenze e della rappresentanza. È stato inoltre evidenziato che la delibera avrebbe potuto essere ritirata e rielaborata, anziché arrivare alla bocciatura definitiva.
Assente in aula il sindaco Gaetano Manfredi per impegni istituzionali; al suo posto la vicesindaca Teresa Armato. I lavori del Consiglio si sono poi interrotti durante la discussione del Dup, il Documento unico di programmazione, a causa del venir meno del numero legale.
Alla base della proposta respinta vi è il tentativo dell’amministrazione comunale di ridurre i costi delle Municipalità, cresciuti sensibilmente dopo la riforma nazionale che ha incrementato gli stipendi dei sindaci, ai quali sono parametrate le indennità degli amministratori locali. Oggi il presidente di Municipalità percepisce uno stipendio che sfiora i 5mila euro mensili, mentre i consiglieri municipali ricevono gettoni di presenza e rimborsi dai datori di lavoro. Proprio su queste ultime voci è attualmente in corso un’inchiesta della Corte dei Conti.